Tha Cabin - Copertina

Tha Cabin - Copertina

domenica 11 gennaio 2015

CAPITOLO UNICO 7/7

Quando scendiano dall' auto tento di dialogare con mio padre, chiedendo scusa per lo meno di non aver avvisato nessuno del mio viaggio, ma mi blocca in partenza. "Isabella, non voglio sentire scuse. Hai fatto una cosa sciocca e ti sei messa in pericolo per andare a trovare quella fuori di testa della tua amica. Quando potevi tornare, hai preferito rimanere con quell' uomo e Dio solo lo sa cosa ti ha messo in testa e cosa ti ha fatto in due settimane. Posso capire che tu sia ancora scossa da quando James ti ha lasciata, ma questo non giustifica il tuo comportamento. Ti sei comportata da stupida e da irresponsabile. Non ti ho cresciuto per essere una poco di buono Isabella.  Se non ti comporterai bene la faremo finita anche con questa sciocchezza del College e tornerai a Forks e ti farai una famiglia, sperando che qualcuno ancora ti voglia dopo quello che é successo. Una ragazza non dovrebbe avere troppi grilli per la testa.. Non sei un uomo Bells."
Sono ferita e amareggiata dalle sue parole, ma se prima di conoscere Edward avrei promesso di non deluderlo per mendicare la possibilitá di continuare gli studi, adesso non posso.
"E tu come fai a conoscere la persona che mi ha salvato papá? Dovresti ringraziarlo perché se non era per lui adesso non sarei qui e non avresti il problema di avere una figlia irresponsabile. E se non volessi tornare a Forks papá? Vuoi mettermi in punizione? Sono maggiornne papá, mi mantengo da sola, faccio quello che mi pare. Anche se sono una donna come dici tu... Eward non mi ha messo niente in testa, mi ha aperto gli occhi"
"Edward Cullen, l'attore? Credi che non lo sappia con chi eri? Ha dieci anni piú di te Isabella, é un donnaiolo e non ha un lavoro rispettabile. Quanto credi che ci metta a rimpiazzarti per una bell' attrice? Credi che ti possa dare un futuro, una famiglia, credi che per lui vada bene una moglie che fa l'insegnante?"
"Non faró l' insegnante papá, voglio studiare giornalismo e Edward mi ama, ma soprattutto io lo amo e voglio stare con lui. Non puoi impedirmelo."
"Non avrai un soldo da me Isabella. Quando ti renderai conto quanto stai sbagliando e che il tuo attore non ti cercherá, ti pentirai di volerti ribellare alle mie regole"
"E allora vorrá dire che andró ad abitare con Alice cosí potrai fare finta definitivamente che io non esista"
"Spero soltanto che dopo una notte di sonno tu ritorni in te Isabella. Se davvero ti amasse come dici non avrebbe desistito a seguirti cosí facilmente"
"Papá che cosa hai fatto? Sei stato da lui?"
" L' ho fatto per il tuo bene Bells. Gli ho detto di lasciarti in pace e che hai una vita davanti, che non puoi sprecare dietro a un uomo che non é del tuo mondo"
"Come hai potuto? Non puoi interferire cosí nella mia vita!"
Ormai sto urlando e le lacrime mi offuscano la vista.
"Non voglio vederti mai piú, vattene!" Entro in casa e sbatto la porta in preda al panico.
"Pensa a quello che ti ho detto Bells. La mamma ti chiamerá domani per sentire come stai."
Lo sento parlare attraverso la porta e poi sento partire la sua auto.
Mi lascio andare alla disperazione. Sará vero cosa mi ha detto mio padre? Che poche parole sono bastate per fargli pensare di lasciar perdere?
Lui che mi ha convinto a credere in noi? Stamattina mi sono svegliata fra le sue braccia e adesso sono sola qua nel mio appartamento con il cuore a pezzi e una vita da rimettere insieme.
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Passo le due settimane successive a casa tentando di contattare Alice, ma la zona é ancora isolata.
Provo a scrivere diverse lettere, ma non ho idea di come si chiami la strada dove si trova il rifugio e la maggior parte mi tornano indietro senza nemmeno partire. Edward non si é fatto vivo e onestamente non so nemmeno come potrebbe visto che Seattle é una cittá immensa, le probabilitá che mi trovi sono minime. Oddio... Magari volendo avrebbe potuto... Non so cosa pensare...
Ogni tanto riguardo i suoi vestiti con cui sono tornata a casa e, se non fossero la prova evidente che l' ho conosciuto, potrei pensare di aver sognato...
Ma non ho sognato! Sento ancora l' odore della sua pelle e il sapore dei suoi baci, mi vengono i brividi pensando a cosa eravamo mentre facevamo l' amore.
Non puo' essere, deve esserci un modo per trovarlo...
Ho provato a informarmi per il biglietto del treno per arrivare almeno vicino al rifugio, ma sono a corto di risparmi e la macchina é andata. Sono frustata e amareggiata.
La terza settimana passa piú o meno uguale, ma dentro di me comincia a farsi strada la certezza che forse mio padre ha visto giusto, forse non era poi cosí sincero e forse pensava di essersi innamorato poi ci ha ripensato...
Forse gli é passata tanto in fretta quanto gli é venuta la sua infatuazione verso di me.
Alterno stati di rabbia a disperazione assoluta perché per quanto possa essere ferita, continuo inesorabilmente ad amarlo e sento fortemente la sua mancanza.
Mi sembra che la mia vita vera sia quella al rifugio, cristallizzata in quella realtá parallela che sono stati i nostri giorni di isolamento.
La botta definitiva che mi dá la certezza che Edward mi abbia giá rimpiazzata mi arriva il fine settimana quando sono davanti alla televisione.
Un programma di gossip si sta occupando delle celebritá che sono in nomination per l' oscar e lo vedo.
Attraversa il tappeto rosso accanto ad una bellissima donna, bionda e alta. É Tania...
Mi crolla il mondo addosso, per prima cosa perché rivederlo mi fa tornare in mente tutti i bellissimi ricordi, il suo sorriso che al rifugio era solo per me, le risate, la passione...
Poi perché ci ha messo pochissimo a tornare fra le braccia della sua ex, nonostante tutti i discorsi di cui mi ha riempito la testa.
Che bugiardo... E che sciocca sono stata a credergli...
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Masochisticamente inizio a seguire la stampa scandalistica e nella settimana successiva lui rilascia diverse interviste. In una in particolare afferma di aver finalmente trovato la donna della sua vita e che fará di tutto per riconquistarla.
Ci sono anche delle foto in cui si vede lui che si reca in una gioielleria e le dichiarazuoni della commessa che conferma che Edward ha acquistato un anello con un enorme solitario.
Lancio il giornale per terra e decido che da ora in avanti davvero non voglio piú sentirlo nemmeno nominare.
Fra poco ci saranno le vacanze di Natale e con la pausa dalla scuola sono riuscita ad ottenere dei giorni di ferie anche dal mio datore di lavoro, quindi mi preparo a partire per Forks.
Non ho perdonato mio padre per quello che ha fatto, ma ho dovuto ammettere che aveva ragione.
Abbiamo iniziato a riparlarci soprattutto grazie a mamma che lo ha fatto ragionare sul discorso dell' Universitá.
Rimarrá sempre della sua idea, ma si é scusato per quello che ha detto e ha ammesso che é giusto che io segua la strada che preferisco nella vita.
Per me é un enorme vittoria, anche se in realtá non mi interessa...
Penso ancora a Edward e mi fa ancora male il fatto che non mi abbia cercata. Sono ancora innamorata della perosna che mi ha salvato, ma forse stava soltanto interpretando la sua parte.
Forse dovrebbe vincerlo l' Oscar, perché io ci ho creduto davvero.
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La sera prima di partire per Forks sento suonare al campanello.
La mamma mi ha detto che papá mi ha preparato una sorpresa e spero proprio che siano venuti a prendermi, cosí risparmio il biglietto del treno.
Apro la porta e rimango di sasso.
"Edward! Che ci fai qui?"
"Isabella Marie Swan. Ti sembra il modo di salutarmi?"
"Non ho voglia di scherzare Edward, cosa vuoi?"
"Posso almeno entrare? O il tuo fidanzato potrebbe non essere d' accordo?"
"Cosa stai dicendo!? Quale fidanzato?" "Quello che hai lasciato a Forks! Sono venuto a sincerarmi con i miei occhi Bella. Prima di gettare la spugna voglio sentirmelo dire mentre mi guardi negli occhi. Per favore fammi entrare..."
Lo lascio passare e nella mia testa ho giá praticamente ricostruito tutto il discorso che deve avergli fatto mio padre.
"Vuoi qualcosa da bere?"
"Grazie... Sono esausto. Ho lasciato il set del nuovo film appena me ne hanno dato la possibilitá e sono partito subito..."
"Ti preparo qualcosa da mangiare allora..."
"Prima vorrei parlare Bella... Perché non me lo hai detto? Perché mi hai fatto credere di essere innamorata di me?"
"Ti ho giá detto che non esiste nessun fidanzato Edward. Te lo ha detto mio padre vero?"
"Si. É venuto da me dopo che sei andata via dicendomi di lasciarti stare, di non interferire nella tua vita. Che devi finire la scuola e che non posso darti la vita che meriti e che sí hai un fidanzato nel tuo paese"
"E tu gli hai creduto? Invece di credere a me, a quello che ti ho detto..."
"Bella tu non sei mai venuta in stazione, ho provato a cercarti, ma non eri da nessuna parte..."
"E allora hai pensato bene di tornare dalla tua ex e riconquistarla, dico bene? Non farmi la predica perché fra i due l' unico ad essere impegnato a quanto pare sei tu!" Le mie parole escono fuori come puro veleno.
"Bella io non sto con Tania..."
"Ti ho visto alle premiazioni, eravate abbracciati Edward e ho letto l'intervista. Va bene. Se la ami ok, ma non capisco perché sei qui. Mi hai giá spezzato il cuore, non vedo perché sei venuto a infierire"
"É questo che pensi? Sei sparita e non avevo nemmeno il tuo indirizzo per cercarti. Ho chiesto al mio agente di cercarti sull' elenco di Seattle ma non hai nemmeno il telefono a tuo nome! Credevo di impazzire Bella! Ho iniziato a girare il nuovo film e non sono potuto venire via fino a oggi perché anche per me inizia la pausa natalizia solo adesso. Ieri ho fatto un ultimo tentativo e sono riuscito a rintracciare la tua amica Alice alla comunitá ed é lei che mi ha detto che ti chiami Isabella e mi ha dato l' indirizzo, dopo che l' ho pregata per due ore al telefono. Non sapevo nemmeno il tuo vero nome e mi accusi di averti mentito? Io non ti ho mentito quando ti ho detto di amarti e ti amo ancora dannazione. Se ti riferisci all' intervista Bella, sei tu la donna che voglio riconquistare! Ero venuto qui con l' intenzione di convincerti a lasciare il tuo fidanzato e di scappare via con me. Ho anche pensato di rapirti e riportarti al rifugio tenendoti lí fino a convincerti..." Io sono impietrita cercando di metabolizzare tutto.
Niente Tania, mi ama ancora, non é tutto perduto...
"Giurami che mi stai dicendo la veritá Edward."
"Te lo giuro Bella. É stato il mese piú difficile della mia vita... Se penso a tutto quello che ho sofferto sapendoti impegnata con un altro uomo... Sono andato con Tania alle premiazioni perché era parte del contratto del film che abbiamo girato insieme e che era fra le nomination. Non c'é nessun altra Bella. Dal momento che ti ho vista zuppa d' acqua lungo la strada ci sei stata solo tu. So che tuo padre ha ragione e che ci sono tanti motivi per cui ti dovrei stare lontano, ma non ce la faccio... Se davvero sei libera Bella dammi una possibilitá, perdonami per non aver fatto di piú per torvarti, per non averti impedito di partire... Per aver creduto a tuo padre e per averti fatto soffrire. Ti amo..."
Per me é come se si spalancassero le porte del paradiso, un paradiso che ho pensato di aver perso per sempre. In meno di un secondo gli corro incontro e sono fra le sue braccia.
Lui mi accoglie in un abbraccio che sa di casa. Finalmente sono a casa... Che sia il rifugio o Seattle oppure il Polo Nord, la mia casa é lui.
"Ti amo anch' io Edward... Te lo giuro... Ci sei sempre stato solo tu. Pedonami di aver dubitato di te..."
Mi lascia un secondo e lo vedo frugare nelle tasche dei pantaloni.
Non credo ai miei occhi quando davanti al mio naso c'é un piccolo cofanetto di velluto blu.
"Sposami Bella. Dimostriamo a tuo padre che si sbagliava. Posso prendermi cura di te, anche se non faccio un lavoro che gli va a genio. Sposami perché ti amo e da quando ti ho conosciuta mi hai fatto capire cosa voglio dalla vita, sposami anche se ci conosciamo da poco piú di un mese perché quando ti ho trovata ho capito che voglio iniziare subito il mio per sempre con te. Non ti prometto una vita semplice, il mio lavoro mi porterá spesso via, ma questo non mi impedirá di tornare sempre da te o a te di partire con me." Guardo il solitario che brilla dentro la scatola.
Era andato per me! Non era un anello per Tania...
"Si Edward, voglio anch' io il mio per sempre con te e lo voglio subito."
Ci baciamo con disperazione e gioia, cercando di annullare la sofferenza del mese trascorso lontani.
Facciamo l' amore tutta la notte e ci scambiamo promesse segrete di amore eterno.
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"Bella amore, ho visto i bagagli... Stavi per partire?"
Mi stiracchio nel letto beata mentre il sole fa capolino alla finestra.
"Sí, ma c'é un piccolo cambiamento di programma. Non ho intenzione di andare a Forks."
Mi alzo e telefono a mia madre, che come sempre é dalla mia parte.
Le racconto della proposta e da inguaribile romantica é felice per me.
"C'é papá?"
"No Bells... In realtá é a lavoro e dopo viene direttamente a prenderti... Ma ho come il presentimento che tu non abbia voglia di tornare a casa questo Natale vero?"
"Ti voglio bene mamma..."
"Anche io tesoro... Promettimi che verrai a farmi conoscere Edward, quando ti sará passata la rabbia verso tuo padre..."
"Ma io mamma l' ho giá perdonato, lo so che ha agito con le migliori intenzioni e comunque non é riuscito a dividerci, anzi ci ha fatto capire fino a che punto teniamo l'uno all'altra. E poi non mi interessa. Chiamalo in centrale e fagli recapitare il messaggio che non é necessario arrivi fino a Seattle..."
"No, ho un idea migliore..."
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"Allora Bella sei proprio sicura? Non vorresti andare comunque a Forks insieme a me per trascorrere il Natale con la tua famiglia?"
"Si Edward, sono sicura. L' unico posto in cui voglio stare adesso é il nostro rifugio, voglio recuperare il tempo che abbiamo perso... Andremo a Forks prima della fine delle vacanze di Natale se vuoi"
"Sei sicura che dopo oggi tuo padre sia nello spirito giusto per conoscermi?"
"Credo proprio di sí e comunque... Se posso perdonarlo io per aver tentato di boicottare la mia vita, credo che possa farlo lui per questo, non trovi?"
Cosí dicendo chiudo la porta di casa, pronta a tornare al nostro nido d' amore, senza telefono, senza visite in programma, con la certezza di avere con me tutto quello che mi serve per essere felice.
Quanto allo sceriffo Swan...
Attaccato alla porta c'é un biglietto, scritto da me, ma da parte di mamma.

Carissimo Charlie, Bella ha avuto la mia benedizione per partire con Edward e trascorrere il Natale con lui.
Scusa caro, non ho fatto in tempo ad avvisarti in centrale...
Ti avrei risparmiato il viaggio, ma vedila così, puoi usare il tempo che impiegherai a tornare a casa a riflettere sul tuo comportamento nei confronti di tua figlia, che per inciso ti ha perdonato nonostante tu abbia tentato di boicottare la sua storia d' amore.
Non hai motivo per arrabbiarti con lei perché ha avuto il mio "permesso", quindi concentrati sulla riflessione che ti ho proposto.
Si sposeranno Charlie, sono innamorati e lui ha le migliori intenzioni, anche se non ha un lavoro che ti piace.
Che buffo... Non ti ricorda per caso quando mio padre non voleva che ci sposassimo perché tu eri solamente un piccolo poliziotto di un piccolo paese sperduto fra i boschi?
Anche se avrei potuto vivere diversamente, se avessi sposato un facoltoso avvocato e fatto contento mio padre, non rimpiango di aver seguito il mio cuore...
Anche se a volte agisci senza pensare (chissá da chi avrà preso tua figlia?) continuo a pensare di aver fatto la scelta migliore per essere felice.
Dai la stessa opportunitá a Bella, non costringerla a scegliere fra i suoi desideri e l' amore di suo padre. Ricorda Charlie, l' amore vince sempre...
Con affetto, tua René

CAPITOLO UNICO 6/7

"Ok".
Ma non sono convinta. Ora che mi ha parlato cosí so di essere ancora piú incasinata.
Potevo pensare di fare a meno di un amante praticamente perfetto, certo soffrendo, ma non avevo messo in conto implicazioni sentimentali, non subito.
Il problema é che capisco fin troppo bene quello che dice perché anch' io mi sento in sintonia con lui come se lo conoscessi da sempre.
Mi fa stare bene, mi fa sorridere, mi fa sentire protetta e coccolata.
Mi piacciono il suo modo di fare scanzonato a volte, il suo sorriso, le sue mani... Dio le sue mani!
Ho paura che mi faccia perdere la testa a tal punto che stavolta, se dovesse cambaire idea, sará dura raccogliere i cocci, molto peggio che dopo James.
Mi viene anche da domandarmi se quello che c'é stato fosse davvero amore oppure soltanto abitudine o senso del dovere...
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I giorni successivi si accavallano uno dietro l' altro in un turbinio di emozioni, di risate, di passione.
Passiamo quasi tutto il tempo a fare l'amore, non c'é superficie dentro al rifugo che non abbiamo battezzato.
Lui é praticamente instancabile e io sono piú che felice di assecondarlo.
Quando non siamo impegnati a fare l'amore io continuo a cucinare per lui e ad occuparmi della pulizia, mentre lui porta a termine i lavori in bagno e continua a leggere i suoi copioni.
Ancora non ha veramente deciso se accettare qualche lavoro, ma da vero professionista si sta documentando.
"Sai credo che dovrei prendere in considerazione le tue parole Bella. Forse potrei semplicemente ritirarmi dalla vita pubblica e continuare a fare l' attore. In fondo so benissimo come fare a non incorrere nel gossip, lo sappiamo tutti. La veritá é che a quasi tutti fa piacere essere sempre in vista. Credo che proveró a scegliere il copione con cui mi sento piú in sintonia, sono sicuro che forse faró un po' meno soldi, ma saró piú soddisfatto." Fuori continua a nevicare sporadicamente, ma cerco di dimenticarmi della vita al di fuori del rifugio, voglio concentrarmi sul qui e ora e non rimpiangere nulla.
Una settimana precisa da quando sono arrivata al rifugio l' agente di Edward ci informa che hanno messo in sicurezza le zone abitate e che stanno per iniziare ad occuparsi della strada.
Questa notizia mi mette in agitazione, prima o poi arriverano anche qua e allora non ci saranno piú scuse per rimanere. "Ehi... Vieni qua... Stai tranquilla, passeranno ancora molti giorni prima che arrivino nelle vicinanze e poi... Non é detto che tu debba andar via comunque. Fino a quando puoi saltare le lezioni senza fare danni?"
"Beh... In realtá non lo so di preciso, soprattutto perché ho intenzione di cambiare indirizzo e non ho esami in vista a breve. Sono preoccupata per i miei genitori... Vedi mio padre é il capo della polizia di Forks, ho paura che mi mandi a prendere se rimanessi ancora."
"Perché Bella?"
"Perché chissá cosa pensa stia facendo... Forse pensa che sia in pericolo... Comunque devo parlare ai miei dei cambiamenti che voglio fare nella mia vita, dovró dare spiegazioni sul perché sono partita senza dire niente..."
"É ovvio che ci devi parlare, ma credimi Bella... Nessuno ha il diritto di dirti cosa fare. Vivi da sola a Seattle, ti mantieni e studi... Non hai bisogno di protettori"
"Lo so Edward. É che i miei sono all' antica, non capiscono che il mondo é diverso da quello che vivono in paese. Per loro é giá stato un brutto colpo che mi sia trasferita a studiare a Seattle, ma James mi ha aiutato a convincerli dicendo che come avvocato aveva maggiori prospettive una volta sposati... Per loro una ragazze deve trovare marito e fare la moglie, quando diró che voglio fare la giornalista ci sara una guerra..."
"Io saró con te. Quando andrai via verró via anche io e se mi vuoi saró al tuo fianco quando parlerai a tuo padre. Sei la mia donna Bella, dovrá farsene una ragione. Non rinuncio a te, voglio che tu sia felice."
Il mattino dopo Edward é di nuovo alla radio col suo agente per comunicargli che ha deciso di accettare la parte che gli é stata proposta in un film che parla di gangster mafiosi di origine italiana, mi pare che il titolo che mi ha detto sia qualcosa come "Il Padrino".
Lui sará il figlio di un boss di una potente famiglia mafiosa che tenta di staccarsi dalla vita criminale entrando nell' esercito, ma poi a causa di una serie di circostanze sará costretto a far parte a tutti gli effetti della malavita, diventando addirittura il capo del clan, succedendo a suo padre.
É un progetto molto importante e lavorerá a fianco di attori molto famosi. Sono fiera di lui. Vorrei dimostraglielo in qualche modo e a parte cucinargli le lasagne in realtá non posso fare poi molto...
James mi accusava di essere una compagna piúttosto fredda perché non prendevo mai l' iniziativa in intimitá, potrei provare a sedurre Edward.
Solo che mi sento cosí inesperta... Non mi ha mai dato motivo di credere di volere di piú, non ha problemi a condurre il gioco e lo lascio fare tutto, voglio tutto quello che puo' darmi.
É un amante molto generoso, passionale. Abbiamo fatto l' amore in tanti modi, dolcemente, a lungo oppure in modo brutale, ma non mi sono mai sentita mancare di rispetto.
Il suo modo quasi animale a volte di fare sesso, il suo costringermi in posizioni in cui sono completamente alla sua mercé mi fanno impazzire.
Non credo che sarei stata capace di lasciarmi andare cosí con chiunque altro, solo lui. É tutto cosí spontaneo. Vive la sessualitá con naturalezza e mi ripete sempre che che non devo vergognarmi di provare piacere.
Molto spesso mi porta a dire cose che non avrei mai pensato di pronunciare, io che ho sempre fatto l' amore praticamente quasi in silenzio.
Potrei sembrare ridicola ai suoi occhi ma voglio farmi coraggio. Dalla mia ho che, stando a quello che dice, riesco a farlo eccitare anche mentre pulisco il lavandino o mentre cucino.
Forse se provo ad avvicinarmi a lui e a fargli qualche carezza un po' spinta potrebbe cogliere subito l' invito...
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L' occasione mi si presenta al pomeriggio, quando siamo tutti e due sul divano, immersi nella lettura. Lui é sdraiato con la testa su un bracciolo e io mi avvicino stendendomi a fianco a lui che prontamente mi passa un braccio intorno alle spalle, senza smettere di leggere.
Io poso il mio libro e inizio a intrufolarmi nell' incavo del suo collo, dove prendo a baciarlo dietro all' orecchio, perché mi ha detto che lí gli faccio venire i brividi.
Con la mano gli accarezzo il petto e quando arrivo alla cinta dei pantaloni ho tutta la sua attenzione.
"Bella..."
Allora mi faccio ancora piú audace e lo bacio, stavolta forzandolo ad aprire la bocca con la mia lingua.
Ovviamente lui non ha problemi a rispondere con foga al mio bacio e mi trovo immediatamente le sue mani sul seno e sul sedere, ma non mi faccio distrarre troppo.
Scendo ancora accarezzandogli quella che é giá diventata un' erezione quasi completa.
Senza interrompermi si slaccia la cintura e apre i bottoni lasciandomi libero accesso.
Allora scosto gli slip e inizio a masturbarlo provocandogli immediatamente gemiti di piacere.
Non mi sono mai piaciuti particolarmente i rapporti orali con James, ho provato una volta ma mi ha fatto quasi schifo poi lui non mi ha piú chiesto, ma il pensiero di Edward, duro e pulsante nella mia bocca, mi stuzzica, vorrei restituirgli il piacere che tutte le volte mi regala.
Se anche lui dovesse provare la metá di quello che sento io, vale la pena tentare. Sempre continuando a muovere la mano appoggio le labbra alla punta e inizio a leccare il liquido che é appena uscito.
Lui alza il busto sostenendosi sui gomiti e non perde uno dei mie movimenti. Apro la bocca e lo accolgo dentro, sempre continuando a lavorarlo con la lingua poi inizio a muovere la testa, mimando i suoi movimenti mentre facciamo l' amore.
Lui geme e mi sento incoraggiata. Prendo il ritmo e inizio a succhiare delicatamente mentre mi muovo, sto attenta a non graffiarlo con i denti, con la mano faccio lo stesso coprendo lo spazio che non entra in bocca.
I suoi gemiti si fanno sempre piú sensuali, emette dei suoni gutturali che mi fanno impazzire anche mentre facciamo l'amore. Mi accarezza i capelli.
"Guardami Bella, voglio guardarti negli occhi mentre sono dentro alla tua bocca, sí cosí, ah..."
La mano sulla mia testa si fa pesante e inizia a guidarmi al ritmo che preferisce mentre col bacino mi viene incontro.
Gli tremano quasi le gambe e ha il respiro corto.
In questo momento mi sento potente, sono io che lo sto facendo godere cosí ed é una sensazione bellissima.
Senza staccare gli occhi dai miei mi infila una mano nei pantaloni e poi nelle mutande e inizia a sua volta a masturbarmi facendomi perdere molta della mia concentrazione.
"Cazzo Bella, se fradicia..."
E lo sono... Non so come, ma quello che sto facendo mi eccita all' inverosimile e le sue dita che stuzzicano e mi penetrano non fanno che aumentare la sensazione.
All' improvviso mi tira su e mi sfila di forza la maglietta, mi bacia il seno e traffica con i miei pantaloni per togliermeli.
Allora mi alzo in piedi e lo faccio io, liberandomi contemporaneamente anche delle mutande.
Sto per tornare dove mi ha interrotto ma mi prende le mani e mi guida a cavalcioni sul suo bacino.
"Ti voglio Bella, voglio che sia tu a scoparmi."
Torna ad occuparsi dei miei capezzoli lasciandomi indecisa su come procedere, ma dato che non accenna a fare niente, semplicemente cerco la sua asta e mi calo sopra di lui, prendendolo fino alla base. Non ho mai fatto l' amore cosí con lui e la sensazione di essere completamente piena, praticamente impalata, mi fa rovesciare gli occhi.
Inizio a muovermi cavalcandolo, lui mi prende i fianchi aiutandomi poi mi ferma e mi fa oscillare il bacino avanti e indietro facendomi capire in quale altro modo posso muovermi.
In questo modo va a centrare un punto che mi fa impazzire e tento di unire tutti e due i movimenti per amplificare la sensazione.
Quando mi vede sicura mi lascia fare e alza il bacino per calarsi un po' i pantaloni sollevandomi ed entrando ancora piú a fondo, strappandomi un gemito.
"La mia bambina... Ti piace cosí Bella, ti piace sentirmi cosí profondamente dentro di te?"
E a rinforzare la domanda strige i glutei spingendo di nuovo.
Non rispondo perché sono troppo persa nella sensazione di sentirlo toccare il fondo.
"Voglio sentirtelo dire Bella... Mi fa impazzire quando mi dici che ti piace quello che ti faccio. Lo vuoi cosí?"
"Si Edward, mi piace, ti voglio tutto..." Cosí inizia a venire incontro alle mie spinte, con il peso del mio corpo, ricadendo, se possibile lo sento ancora piú in fondo, fino a toccare probabilmente la cervice del mio utero.
Sobbalzo di sopresa per la strana sensazione, se ne accorge anche lui.
"Cosí Bella, cosí... Voglio toccarti in fondo, fino a dove riesci a prendermi." Andiamo avanti ancora poi mi trattiene per i fianchi rallentando il ritmo.
Ho l'impressione che stia facendo di tutto per trattenersi dal venire giá, forse per via del rapporto orale diprima, peró io ho bisogno di piú frizione...
Il dilemma lo risolve lui.
"Toccati fra le gambe Bella, voglio vederti mentre ti dai piacere..."
Esito perché mi vergogno, perché mi sembra una cosa troppo... Troppo, da fare davanti a lui...
Mi prende la mano e me l'avvicina a dove siamo uniti.
"Non vergognarti Bella... Sei meravigliosa quando godi... Dammi tutto... Voglio tutta la tua innocenza, quello che non darai mai a nessun altro."
Le sue parole mi accendono e mi lascio andare iniziando a massaggiarmi il clitoride.
Il suo sguardo é intenso, le pupille dilatate...
Grazie alla penetrazione intensa e la frizione data dal mio tocco vengo violentemente con lunghe contrazioni che gli fanno raggiungere immediatamente l' orgasmo.
Ansimante mi stendo sul suo petto. Rimaniamo cosí finché non inizio a tremare per il freddo, allora mi tira una coperta addosso, ma non ci alziamo godendoci un silenzio carico di tenerezza mentre mi accarezza i capelli.
"Credo di essermi innamorato di te Bella..."
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I giorni seguenti corrono anch'essi veloci, mentre cresce la profondita del nostro rapporto. Purtroppo, a mano a mano che passano i giorni, sento sempre piú vicina la fine di tutto, sono sempre convinta che quello che abbiamo non sopravviverá alla separazione.
Mi ha detto di amarmi e Dio solo sa quanto avrei voluto confessargli di amarlo anche io...
Il problema é proprio che so giá che soffriró...
Quando tornerá alla sua vita non potremo stare sempre insieme e sará circondato da bellissime donne...
So che non é James, ma non posso fare a meno di credere che le cose si ripetano, tanto piú che Edward é infinitamente piú bello, piú affascinante...
Ho paura che pensi di essere innamorato perché questa convivenza forzata ha fatto accellerare le cose e le sensazioni che proviamo entrambe sono molto intense.
Potrebbe innamorarsi di nuovo velocemente, cosí come gli é accaduto adesso.
No... Di me sono sicura, lo so che sono innamorata, lo so come sono fatta. Purtroppo invece non posso essere nella sua testa.
Dieci giorni dopo l' inizio della nostra reclusione volontaria per radio apprendiamo la notizia che entro un paio di giorni tutte le strade saranno di nuovo agibili.
Non posso trattenere le lacrime e lui si limita a consolarmi senza dire nulla, ma lo vedo che come me é preoccupato.
La sera a cena siamo silenziosi e non é da noi.
"Bella... Lo so che stai pensando che non resisteremo insieme dopo. Ti prego ricordati che ti ho chiesto il beneficio del dubbio. Non mi conosci, lo capisco, ma ti prego dai una possibilitá a noi due"
Quella notte facciamo l' amore teneramente, mi fa sentire amata, mi rassicura in ogni modo e mi dice di amarmi fino a farmelo credere.
Le mie difese, le mie resistnze cedono di fronte all' intensitá di quello che mi trasmette.
"Anch'io ti amo Edward, piú di quanto immagini... Ti prego non ferirmi anche tu, non so se riuscirei a reggere."
Passiamo la giornata seguente come due immamorati.
Ora che ho messo da parte i miei dubbi e ho deciso di credergli non ho piú motivo di trattenermi.
Lui sembra felice. Lo so che probabilmente questi saranno gli ultimi giorni che il rifugio fará da filtro con il mondo reale, ma sono fiduciosa che riusciremo a trovarei il modo di stare insieme anche lá fuori.
Per radio il suo agente gli fa sapere che le strade sono libere e che volendo possiamo metterci in viaggio.
Mio padre ha lasciato un messaggio dicendo che attende con urgenza il mio arrivo a casa.
"Vuoi partire Bella? Ti accompagno a Seattle oppure a Forks, cosí chiudiamo questa storia e tuo padre puó mettersi l' animo in pace che stai bene e che hai deciso come vivere la tua vita"
"No Edward, ancora qualche giorno... Non sono pronta per andare via ancora, sempre che tu non abbia impegni..."
"Sono tutto tuo amore mio. Non sai come mi rende felice sapere che vuoi restare per stare con me e non perché sei costretta."
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Due mattine dopo mi sveglio con un senso di agitazione addosso. Sto per mettermi a preparare la colazione quando sentiamo dei rumori fuori dal rifugio. Quasi subito sentiamo bussare alla porta.
Guardo Edward terrorizzata e lui mi fa cenno di stare tranquilla.
Lo sento parlare con un uomo e poi entrano tutti e due nella stanza.
"Lei é la signorina Swan?"
"Sí agente"
"Bene. Ho avuto istruzioni dal dipartimento di venirla a prendere per scortarla fino alla stazione, dove le é stato prenotato un biglietto per Seattle."
"Agente non é necessario, la posso accompagnare io. Mangiamo qualcosa e ci mettiamo in viaggio"
"Mi dispiace Signore. Ho istruzioni precise. Lo sceriffo Swan ha chiamato chiedendo un favore personale al mio capo ed é stato piuttosto preciso in merito. Devo accompagnare la Signorina Swan in stazione da sola. Prenda le sue cose."
"Ma sono in arresto o cosa? Non voglio venire via, almeno non cosí."
"Senta Signorina, il capo mi aveva detto che probabilmente avrebbe fatto storie. No, ovviamente non é in arresto, ma non voglio grane col capo. Adesso viene con me, in cittá chiama suo padre e si mette d' accordo con lui. A me basta che sia felice il capo quindi se si vuole sbrigare..."
"Vai Bella, non preoccuparti. Ti raggingo subito. Appena il tempo di chiudere tutto, ti aspetto in stazione, partiamo insieme." "D'accordo, ma ti prego fai presto."
Con la tristezza nel cuore saluto con lo sguardo il rifugio e abbraccio Edward. Ci baciamo mentre l' agente aspetta in macchina.
"Stai tranquilla amore mio, se vuoi vi seguo con la macchina..."
"E il rifugio Edward? Non puoi lasciare tutto acceso se non torniamo qui... Fai presto, ma metti tutto in sicurezza, ci tengo troppo a questo posto."
Ancora un bacio e monto in macchina con l' agente a cui non rivolgo la parola per tutto il tragitto.
*************************************
Arrivo in centrale e mi fanno sedere per almeno due ore.
Mi aspetto che qualcuno mi porti in stazione e, quando mi comunicano che c'é una macchina che mi sta aspettando per acconpagnarmi, mi precipito fuori credendo che sia Edward, ma mi aspetta una brutta sorpresa.
Vicino all' auto della polizia c'é mio padre, torvo in volto.
"Sali in macchina. Ci sono alcune cose che devi spiegarmi, lo farai mentre ti accompagno a Seattle"
"Ma papá... Ho una persona che mi aspetta alla stazione..."
"Non c'é nessuno che ti aspetta, fidati. E comunque non mi nteressa, adesso vieni via con me. Farai quello che ti dico perché sono tuo padre fino a prova contraria." Durante il viaggio non apre bocca, io nemmeno lo guardo. E adesso?
Non ho dato ad Edward il mio indirizzo ne' il numero di telefono...
Come faremo a trovarci?
Appena arrivo a Seattle... Forse posso porvare a mettermi in contatto con Alice, forse puo' arrivare fino al rifugio...
Il problema é che non so come spiegarle come arrivare...

CAPITOLO UNICO 5/7

Ma resta fermo come a cercare una conferma da parte mia.
"Voglio che mi accarezzi Edward."
Era quello che stava aspettando per lasciarsi andare.
Con un po' di esitazione sale fino al seno, piegando la mano a coppa per contenerlo completamente.
Anche l' altra mano adesso si é fatta strada sotto la maglietta ed é appoggiata sulla mia pelle nuda.
Risale fino a cingermi la spalla da dietro, poi mi accarezza il collo. Contemporaneamente lascia il seno e torna a muoversi verso il basso, quando incontra l'ostacolo della stoffa degli slip la scosta senza troppe cerimonie per passare dentro ed arrivare a stringermi le natiche poi, senza uscire, scende di nuovo verso la coscia e me la alza sul suo fianco, portandosi dietro lo slip, che essendo suo mi sta largo e gli lascia liberá di movimento.
"Ho desiderato toccarti dal momento che ti ho vista nuda nell'acqua due giorni fa Bella... E Dio solo sa cosa non mi ci é voluto per resistere..."
Nella posizione in cui mi trovo, schiacciata al suo petto, con una gamba sulla sua vita mi trovo costretta ad appoggiarmi con la schiena al materasso e lui si fa strada in mezzo alle mie gambe, portando il suo peso su di me.
A questo punto é troppo per me per continuare a rimanere ferma, ho bisogno di fare qualcosa per veicolare la tensione che sento crescere di pari passo all' aumentare del ritmo dei nostri respiri. Cerco di abbandonare la mia timidezza, gli accarezzo le spalle e gli cingo il collo tirandolo a me fino a quando sento le sue labbra sulle mie.
Ci mette un secondo ad accontentarmi e inizia a baciarmi con passione, a lungo, mi succhia il labbro inferiore poi con la lingua si fa strada nella mia bocca e in quel momento credo di impazzire.
La mia lingua si intreccia immediatamente alla sua, con un' audacia che non ho mai conosciuto.
Anche se é lui a condurre il gioco, sono tutt' altro che passiva in questo bacio. Le nostre lingue si cercano e lottano per la supremazia fino a quando non siamo costretti a interromperci per riprendere fiato.
La mia maglia é stropocciata e ormai completamente sotto al mio collo. Non so quando l' ha spostata o quando ha ricominciato a stringermi il seno e a stuzzicarmi il capezzolo con il pollice, ma sono piú che consapevole dei brividi di piacere che mi percorrono la schiena. Puntandosi sui gomiti con tutte e due la braccia si dedica con le mani ai miei seni, i suoi movimenti sono frenetici e i suoi occhi ancora non si staccano dai miei.
É cosí erotico che non perda neanche un attimo il contatto visivo, mi fa percepire che mi vuole, proprio me, proprio adesso. Vuole cogliere ogni espressione del mio volto in risposta a quello che mi fa.
Il mio corpo é in allerta bombardato dalle sensazioni che mi procura con gli occhi, con il suo peso fra le mie gambe, le sue mani che stanno facendo l' amore con il mio seno.
Non sono mai stata toccata cosí, sembra che brami il contatto con me come un assetato cerca l' acqua nel deserto.
Mi sento destabilizzata dall' intensitá di questo momento e chiudo gli occhi. "Guardami Bella, guarda, voglio tutto di te, non solo il tuo corpo, voglio prenderti l' anima."
E si avventa di nuovo sulla mia bocca, mi lascia ansimante con le mani nei suoi capelli, mi bacia il collo, con la lingua traccia scie roventi lungo le clavicole e poi scende a leccare l' incavo fra i miei seni.
Si porta in ginocchio facendomi divaricare ulteriormente le gambe, la sua figura mi sovrasta completamente adesso.
Mi fa lazare le braccia mentre mi sfila la maglietta di dosso poi si lascia scivolare di nuovo, stendendosi sopra di me.
Riprende a baciarmi da dove si era fermato, con una mano si porta un seno alla bocca, con l'altra sostiene il proprio peso. La lingua stuzzica il capezzolo, apre la bocca cercando di far entrare piú carne possibile dentro per poi iniziare a succhiare, forte, con insistenza fino a quando non mi strappa un gemito.
Ripete tutto dall' altro lato lasciandomi completamente sconvolta e tremante
"Sei bellissima, Dio mi fai impazzire..."
Mi prende completamente alla sprovvista quando riabbassa la testa e inizia scendere, lasciando una scia di baci umidi sul mio stomaco, la lingua si infila nel mio ombelico procurandomi scosse di piacere al basso ventre.
So cosa sta per fare e mi imbarazza, inconsapevolmente tento di divincolarmi, ma mi tiene ferma afferrandomi per i fianchi.
Con le dita prende l' elastico degli slip e inizia a farli scorrere lungo le cosce, costringendomi a sollevare le gambe perché possa togliermeli.
Non perde tempo e mi fa allargare di nuovo, esposta al suo sguardo.
Sembra che sia affamato, l' espressione stravolta dal desiderio.
Premendo con palmi sull' interno delle mie cosce mi fa divaricare completamente, di riflesso appoggio le mie mani sulle sue, ma non si ferma. Con i pollici allarga le mie labbra e con la bocca é su di me.
Io pensavo di aver perso il contatto con la realtá giá da tempo, invece quando la sua lingua inizia a giocare con il mio clitoride mi trovo immediatamente catapultata qui e ora, la tensione quasi insostenibile. Questo suo gioco diventa ben presto una cosa seria e la sua lingua é insistente, la pressione su di me cresce e di paripasso cresce il piacere che mi provoca.
Inarco la schiena quando sento montare l' orgasmo, lui se ne accorge e mi penetra con un dito iniziando a stimolarmi con movimenti rotatori.
Tutte queste sensazioni sono troppo e vengo violentemente intorno al suo dito che non si ferma, nemmeno quando mi lascio andare sul materasso completamente vinta, anzi inserisce un secondo dito e spinge vigorosamente dentro e fuori portandomi rapidamente di nuovo a godere per poi lasciarmi vuota e portarsi le dita alla bocca per succhiarle. É la cosa piú eccitante che abbia mai visto, é troppo. Adesso sono io che non voglio staccare lo sguardo, voglio che queste immagini rimangano impresse a fuoco nella mia mente.
Si stende di nuovo su di me e con una mano guida la sua erezione alla mia entrata. Strofina la punta lungo la mia fessura per bagnarla dei miei umori e mi guarda, cercando nei miei occhi l'assenzo definitivo.
Trovo la forza di parlare, la voce roca.
"Ti voglio, ti prego..."
"Cercheró di fare piano... Se ti faccio male dimmelo."
Con una serie di spinte si fa strada dentro al mio corpo, sento tirare mentre mi allarga piano piano poi con un' ultima spinta é tutto dentro di me, riempiendomi all' inverosimile.
Non vorrei pensare a James in quesro momento, ma il paragone mi nasce spontaneo e non c'è storia, Edward é decisamente piú grande.
Rimane fermo lasciandomi il tempo di aggiustarmi intorno a lui poi non resiste oltre e inizia a spingere lentamente e a fondo, dentro e fuori, dentro e fuori.
Mi sembra di impazzire, la frizione non é sufficiente e gli intreccio le gambe alla vita, consentendogli di entrare ancora piú profondamente mentre inizio ad andare incontro ai colpi del suo bacino.
Capisce che non deve piú trattenersi e comincia a pompare forte, i suoi colpi mi squassano completamente e mi spostano. Mi rendo conto che ci stiamo spostando verso la testata del letto, ma lui non accenna a rallentare, lo sguardo ipnotizzato dai movimenti del mio seno che si muove a tempo con le sue stoccate. Allungo le braccia sopra la testa e premo contro la parete assorbendo con il corpo tutta la potenza ad ogni singolo colpo. Non sono mai stata molto per vocalizzare durante il sesso ma questa furia, questa passione mi strappano gemiti sempre piú intensi e questo sembra fargli perdere la testa.
Sono vicina a venire di nuovo e di nuovo lo percepisce, quindi con un braccio mi solleva il bacino facendomi inarcare la schiena e con l' altra mano torna a toccarmi il clitoride, descrivendo cerchi frenetici fino a quando non raggiungo l' orgasmo per la seconda volta, contraendomi vigorosamente intorno alla sua asta e strappandogli un gemito strozzato.
Aiutandosi con tutte e due le mani mi tiene per il bacino e i suoi movimenti si fanno sempre piú veloci e convulsi.
É bellissimo quando lascia andare indietro la testa nel momento di piacere piú intenso, appena un istante prima di svuotarsi completamente dentro di me. Ancora qualche movimento e si ferma lasciandosi scivolare sopra il mio corpo esausto, con la testa nell' incavo del mio collo.
Rimaniamo ancora uniti per un po' mentre i nostri respiri si normalizzano. Non so se é lo stesso per lui, ma per me é stata l' esperienza migliore della mia vita. Mi sento pienamente soddisfatra, sono felice.
Lascio a domani le considerazioni.
Scivola fuori e si lascia cadere al mio fianco poi mi tira a se'.
Nessuno dei due proferisce parola, tutti e due ancora scossi dall' intensitá di quello che é appena successo.
Lentamente ci addormentiamo sfiniti.
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La mattima dopo sono svegliata da qualcosa che mi solletica il collo.
É lui che mi sta baciando. Gli do le spalle e lui mi sta abbracciando da dietro con una mano sul seno.
Sto per chiedermi come mai quando realizzo della notte appena trascorsa e vorrei prendermi a schiaffi.
"Ehi bellezza... Buongiorno!" Imbarazzatissima non mi giro, ma gli rispondo.
"Ehm... Buongiorno."
Continua a darmi dei piccoli baci a fior di labbra fra il collo e la spalla e immediatamente mi vengono i brividi. "Come stai?"
La mano che gioca distrattamente col mio seno.
"Ancora un po' intontita dal sonno..."
In realtá sono sveglissima e con tutti i sensi in allerta per via delle attenzioni che sto ricevendo.
"No, intendevo... Volevo sapere se sei dolorante."
Uh... Forse intende se mi fa male sotto, ma per la veritá va alla grande in quella zona...
Per precisare cosa intende, la mano inizia a diregnare cerchi sulla mia pancia e si avvicina all' inguine dove posa la mano a palmo aperto.
"Pensavo che... Si insomma lo so di non essere di dimensioni esageratamente grandi, ma nemmeno nella media e tu sei cosí minuta..."
Deglutisco.
"No, sto bene, davvero."
Forse é quello che sperava, forse cercava un espediente, ma appena dopo le mie parole le sue dita si fanno strada ancora piú in basso, intrufolandosi fra le mie gambe fino a trovare il mio centro pulsante che inizia a massaggiare.
Con le dita dell' altra mano mi accarezza le labbra e mi fa schiudere la bocca piegando leggermente il pollice al suo interno.
"Non sei stata con nessuno da quando quel coglione del tuo ex ti ha lasciato vero?" Faccio cenno di no con la testa.
"L' ho capito perché... Cazzo Bella, sei dannatamente stretta... Mi hai fatto impazzire stanotte."
Le sue carezze sotto iniziano a diventare piú pressanti a mano a mano che parla, mi fa spostare la gamba cambiando angolazione del braccio, in modo da potermi penetrare con due dita mentre col pollice continua a descrivere cerchi sul mio clitoride, iniziando a stimolarmi lentamente ma con costanza. Istintivamente inarco la schiena e lui nasconde la testa nell' incavo del collo. "Bella, volevo dirti che ieri notte per me non é stata una semplice avventura..." Bacio.
"Per me é stato importante, non voglio che tu pensi che abbia semplicemente colto un' occasione."
Bacio.
"Ho cercato di resistere alla tentazione, ti giuro ci ho provato..."
Lingua.
"Sei cosí giovane e bella. Sei tutto ció che ho sempre cercato in una donna... Lo so che ci conosciamo da appena tre giorni..." Un po' quella mano, un po' le sue parole... Sto partendo per la tangente... Giro la testa come posso e con la mano gli faccio avvicinare il viso per baciarlo, prima peró gli parlo sulle labbra.
"Edward, lo volevo anche io e ti posso assicurare che non sono il tipo di ragazza che va a letto col primo che capita..."
Mi fa tacere anticipandomi e chiudendomi la bocca con le sue labbra.
Con la mano mi tiene il collo e con le dita il mento per assicurarsi di non interrompere il bacio, cosí come non sta interrompendsi mentre mi masturba .
Io sono sul punto di venire...
"Cazzo bella, sei cosí bagnata per me, cosí morbida..."
Con una leggera pressione del busto mi fa stendere sulla pancia, con le ginocchia mi fa divaricare le gambe e prende posto in mezzo, direzionando la sua asta alla mia apertura, dove entra con un' unica e profonda spinta facendomi sussultare. "Volevo dirti mille cose Bella, volevo rassicurarti... Ma non riesco a resisterti... Mi fai perfere ogni freno." Inizia a pompare duro come ieri sera, mi tiene schiacciata al materazzo col suo corpo. Cerco di andargli incontro inarcando la schiena.
Non ho mai fatto l' amore cosí, é bellissimo, mi sento sopraffatta dal suo corpo e completamente in suo potere. Il contrasto fra la dolcezza delle sue parole e il modo rude in cui mi scopa mi fa impazzire.
Mi passa un braccio intorno alla vita per farmi piegare ancora di piú verso di lui e va avanti ancora un po' poi si alza sulle ginocchia tirando in alto il mio bacino e facendo inginocchiare anche me.
Mi tiene comunque il busto schiacciato al materasso, appoggiandomi una mano alla base del collo mentre con l' altra mi tiene per i fianchi e mi porta incontro al suo bacino ad ogni singola spinta.
Sono completamente aperta cosí e riesce ad arrivare molto piú profondamente dentro di me.
Cambia ritmo all' improvviso uscendo del tutto per poi rientrare violentemente, tanto da farmi cacciare un urlo, piú per la sorpresa che per il disagio.
Ripete il movimento piú e piú volte, ormai sono pronta a riceverlo ad ogni colpo e il piacere é fortissimo. Sono quasi al limite e lo raggiungo rapidamente quando lascia il mio collo per spostare la mano sul clitoride e sfregarlo vigorosamente.
Vengo con un urlo e sento le gambe cedere, ma lui mi sostiene e mi fa alzare il busto facendomi sedere sulle sue ginocchia con la schiena appoggiata al suo petto.
Mi da il tempo per riprendermi rallentando il ritmo mentre mi tiene abbracciata forte a se' poi lo sento di nuovo aumentare l' intensitá delle stoccate, una mano che mi cinge il collo e l'altro braccio che mi tiene ancorata, impedendomi di sobbalzare ad ogni colpo e facendomi assorbire tutta l' intensitá delle spinte.
"Voglio farti venire ancora Bella... Sei magnifica quando vieni, mi fa impazzire quando mi stringi dentro di te."
Mi parla ansimando in preda al piacere. Con un braccio raggiungo dietro la sua spalla, cercando di ancorarmi come posso, lui ancora una volta lascia il mio collo e riprende a masturbarmi con forza per accellerare il mio orgasmo, coscente di essere vicino anche lui al culmine. Veniamo insieme stavolta ed é meraviglioso.
Lui si siede sui talloni e mi abbraccia forte per non farmi cadere.
Cazzo che risveglio stamani, quasi quasi ci metto la firma...
Effettivamente quando mi fa sdraiare di nuovo sul letto realizzo di essere dolorante, non dove temeva lui peró...
Mi fa male la schiena e mi dolgono dei muscoli che ignoravo di avere.
Ancora una volta mi viene naturale paragonare quello che ho vissuto adesso al sesso con James e non c' é storia... Edward ha un che di animale quando mi prende che mi fa perdere ogni freno, al confronto con James non era nemmeno sesso, forse solo un misero esercizio fisico.
Difficilmente mi faceva venire e di sicuro non due volte di fila. Mi sento un mollusco quando mi alzo per andare in bagno.
"Se vuoi possiamo fare una doccia..."
"Una doccia!?"
"Adesso l'acqua calda funziona!"
Lo sguardo fra il colpevole e il canzonatorio mi fa capire che forse mi sbagliavo a pensare che non fosse possibile che provasse attrazione nei miei confronti.
Anche se non capisco cosa ci trovi in me, mi rendo conto che senza dubbio ieri mi ha lasciato credere che la doccia non funzionasse ancora di proposito, per potermi toccare...
Dovrei essere arrabbiata per questa piccola bugia e invece mi lusinga che abbia architettato tutto quanto per trovare una scusa per vedermi nuda.
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Stiamo bevendo il caffé al tavolo della cucina quando si alza perché sono le dieci e ha un appuntamento alla radio con il suo agente che lo informa che i soccorsi, per il momento, sono impegnati nei paesi limitrofi interessati dall' alluvione. Passeranno ancora alcuni giorni prima che abbiano modo di liberare la strada dai detriti lasciati dall' alluvione e metterla in sicurezza.
La neve, che non ha ancora smesso di scendere, rende le cose ancora piú complicate.
Se fino a ieri il pensiero di ció che mi aspetta lá fuori mi terrorizzava, adesso é l' ultimo dei miei pensieri.
Non voglio che liberino la strada, non voglio dover andar via dal rifugio, non voglio dover lasciare Edward.
Anche se mi ha detto quelle cose prima, so benissimo che per noi sará impossibile portare avanti un qualsiasi tipo di rapporto.
Voglio dire... Io ho la scuola, lui il suo lavoro che lo porta a giro per il mondo... Se dentro alla nostra piccola bolla la realtá non ci tocca, la fuori non ci sono i presupposti perché possa nascere qualcosa.
Non voglio nemmeno illudermi che lui abbia intenzioni serie con me...
Quello che voglio è che quest' avventura non finisca per non dovermi scontrare con la dura veritá della vita.
Dubito anche che mio padre mi permetterebbe di frequentarlo... Un' uomo di dieci anni piú grande e per di piú senza un lavoro onesto, nell' accezione del termine che gli dá mio padre...
Sono sicura che l' ho giá deluso quando ha scoperto della mia vacanza da Alice, non oso pensare cosa dirá della macchina che adesso sará da qualche parte sotto i residui della frana.
Ma adesso non voglio pensarci, non qui, non ora.
"Ehi Bella, stai tanquilla... I tuoi genitori sono stati avvisati che sei al sicuro"
"Mio padre mi ammazza"
"Perché? Sei maggiorenne no?"
"Non é quello... O almeno non solo, lui non sapeva del mio viaggio. Adesso sono qui da sola con te... Non sapeva nemmeno che James abitava con me..."
"Non preoccuparti Bella, parleró io con lui, gli diró che ho intenzioni serie con sua figlia, saprá capire..."
"Non voglio che liberino la strada Edward. So che non é realistico ma vorrei restare cosí come adesso..."
"Cosa ti fa paura?"
"Adesso siamo soli, poi peró tu hai la tua vita e io... Sono solo io..."
Mi guarda serio e mi fa sedere sulle sue ginocchia accarezzandomi i capelli.
"Bella io lo so che hai perso la fiducia nel genere maschile quando il cretino ti ha tradita... So anche che la mia categoria ha fama di essere volubile sentimentalmente... Ma ti assicuro che credo fermamente in ogni parola che ti ho detto. Dammi il beneficio del dubbio, dammi la possibilitá di guadagnarmi la tua fiducia, ti dimostreró che non ti sto mentendo. Per me sei davvero importante"
"Ci conosciamo solo da pochi giorni, come fai ad essere cosí sicuro?"
"Bella ho avuto tante storie, tante donne, tante avventure, ma ti posso assicurare di non aver mai provato niente di simile per nessuna, nemmeno per Tania e per un certo periodo ho pensato addirittura di sposarla. Ho pensato alle ripercussioni che potrebbero esserci per tutti e due... É vero che sei tanto più giovane di me e non ho agito a cuor leggero. Non ho potuto evitarlo comunque perchè mi sento troppo attratto da te. Sei speciale Bella, mi hai preso totalmente anima e corpo. Mi fai sentire bene, ti sei presa cura di me in maniera cosí dolce, con discrezione, con le piccole cose, mi fai sentire a casa, quando erano anni che non provavo una sensazione simile. Non ho mai creduto al colpo di fulmine o alla storia dell' anima gemella, ma ti assicuro che quello che sento si avvicina molto a tutto questo. Ti chiedo solo di darmi il beneficio del dubbio... Dammi la tua fiducia e ti prometto che troveremo il modo di far funzionare tutto anche lá fuori."

CAPITOLO UNICO 4/7

Scoppio a ridere e sono lieta che abbia sdrammatizzato con eleganza una situazione di per se' imbarazzante.
La mattinata si svolge piú o meno come ieri, mi concentro a pulire la camera e a riordinare i cassetti e l' armadio. Trovo addirittura un kit di pronto soccorso non scaduto e lo sistemo nel mobile del bagno. Edward sta lavorando all' impianto dell' acqua calda, forse stasera ce la faccio a farmi una doccia.
"Come mai una star del cinema si intende di idraulica?"
Lo canzono mentre é impegnatissimo con dei tubi.
"Quando ero piccolo mio nonno mi portava spesso quassú e mi spiegava come cavarmela in caso di emergeza. E poi il lavoro manuale mi aiuta a rilassarmi e a non pensare."
Chissá quali sono le cose da cui sta scappando... Non mi ha detto niente, ma avverto che ha qualcosa che gli pesa addosso come un macigno.
Faccio presto stamani a pulire e mi rimane piú tempo per cucinare. Mi cimento nel mio pezzo forte, le lasagne.
Presto un profumino invitante si sparge per la stanza e me lo vedo arrivare tutto sporco in cucina, sentendo chiaramente il brontolio del suo stomanco.
"Sai, penso che se continui cosí dovró iscrivermi in palestra e assumerti come cuoca personale."
E mi dimostra tutto il suo apprezzamento finendo almeno metá della teglia. Dopo riordino e mi metto sul divano a leggere mentre lui continua a prendere appunti sui copioni. Ho capito che questa é la sua routine e mi ci adeguo volentieri.
Fuori sembra aver smesso di piovere, ma il cielo é coperto. L' aria é strana e il cielo bianco, mentre la temperatura é decisamente piú rigida.
Senza accorgermene mi trovo addormentata e quando mi sveglio fuori e buio. Una calda coperta mi avvolge e sono sdraiata con un cuscino sotto la testa. Edward sta preparando l' acqua per il bagno, ma non é piú macchiato come prima e ha dei vestiti puliti.
"Ogni promessa é debito. Oggi tocca a me farti un massaggio."
Mi stropiccio gli occhi.
"Ma non serve davvero. L' ho fatto con piacere e poi non ho il torcicollo."
Senza interrompersi nello scaldare l'acqua, mi sorride e perdo un colpo.
"Ti sei spaccata la schiena e questo posto non era cosí in ordine da quando c' era mia nonna... Voglio sdebitarmi, ma siccome non so fare niente di particolare, a parte aggiustare bagni e recitare, voglio farti un massaggio. Puoi accontentare un povero e triste boscaiolo?"
Scoppio a ridere perché la sua espressione imbronciata é veramente impossibile da resistere. Immediatamente ripenso a quanto poco ho riso mentre ero con James e soprattutto dopo. Con Edward mi sento a mio agio anche se é molto piú grande di me. Mi sento sicura anche se la situazione lá fuori non promette bene, ma mi sento anche serena perché con il suo modo di fare rende il clima leggero.
Mi domando cosa succederá poi, se avremo occasione di vederci ancora. Mi rendo conto che questa situazione surreale non durerá in eterno e mi prende un inaspettato groppo alla gola al pensiero di lasciare questo rifugio...
Mi sento molto piú me stessa e libera rinchiusa in queste quattro mura di quanto non mi sia sentita in tutta la mia vita e la cosa mi fa paura.
Perché non puo' durare, perché non sará mai possibile che nasca qualcosa di piú di un' amicizia, perché lui é un attore famoso mentre io sono solo una ragazzina che ancora non sa bene cosa fare della sua vita.
I nostri mondi sono agli antipodi eppure qua, in questo posto sperduto fra gli alberi, siamo semplicemente due persone che magicamente stanno bene nella reciproca compagnia, nessuna differenza sociale o anagrafica, nessun coinvolgimento esterno.
Ho proprio paura che mi mancherà questo rifugio e, anche se mi costa ammetterlo, so che mi mancherá ancora di piú il suo proprietario.
"Ehi bell' addormentata! Ti pizzico sempre persa nei tuoi pensieri... Non conosco nessuna ragazza come te che parli cosí poco. Sei veramente un tipo particolare tu."
Mi alzo con riluttanza perché anche se l' idea del bagno e soprattutto delle mani di Edward addosso, mentre sono nuda e bagnata, parecchio bagnata, mi alletta considerevolmente, non so come fingere un' indifferenza che ormai sono sicura di non provare.
Ho paura di esplodere e ho paura che se ne accorga. Ho paura che pensi che sono solo una stupida ragazzina, magari una gran cuoca, ma che si fa stupide illusioni pensando che possa nascere qualcosa, quando in realtá sa benissimo che uno come lui le ragazze come me non le vede nemmeno.
Se si sente cosí a suo agio proponendomi una cosa del genere probabilmente é proprio perché non gli faccio nessun effetto.
Come due giorni fa mi lascia da sola mentre mi spoglio e mi infilo in acqua. Se il suo busto era quasi tutto fuori, io mi trovo invece con l' acqua quasi sotto al mento. Se mi deve fare un massaggio (perché si sia incaponito con questa storia lo sa solo lui) devo trovare il modo di sedermi piú diritta possibile e coprirmi bene con l' asciugamano messo sopra la tinozza, come ha fatto lui.
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Mentre rientra con dei vestiti puliti per me mi fa spaventare e l' asciugamano che mi sto sistemando addosso si bagna rovinosamente.
"Pronta per il trattamento Cullen special?"
Cerca di non guardare, ma lo vedo che, mentre si spalma le mani di olio (di olio?! Speriamo non sia quello della cucina...), non riesce ad astenersi dal buttare lo sguardo furtivamente sull' asciugamano che in parte é sul bordo della tinozza e in parte immerso in acqua a coprire, ma anche fasciare, le mie tette. Forse dovrei impedirgli di iniziare con qualche scusa, il buonsenso mi direbbe di farlo, ma ho troppa voglia di sentirmi addosso quelle mani grandi che adesso si stanno scaldando sfregando fra loro, lucide di olio.
Non ce l' ho questa forza.
Vorrá dire che moriró per autocombustione, ma non voglio vivere col rimorso di non averlo fatto... Voglio godermi tutto quello che passa il convento, per il resto avró tempo quando saró a casa, proprio come quando ho deciso di andare a trovare Alice, voglio lasciarmi andare e fare quello che mi va, dato che fare la brava ragazza non mi ha portato da nessuna parte.
Senza avvisarmi mi appoggia le mani alla base del collo. Sono davvero calde e a contatto con la pelle umida mi fanno venire i brividi.
Ce l' ho dietro, ma sono sicura che si é accorto dell' effetto che mi ha fatto e che adesso dall' alto sta guardando dove i miei capezzoli si intravedono eretti, attraverso la stoffa bagnate dell' asciugamano.
Inizia a massaggiarmi il collo e, a dispetto della dimensione delle sue mani, scopro che sono morbide e delicate. Se avessi una contrattura questo tipo di massaggio non servirebbe a molto perché molto simile ad una carezza. Con le dita inizia a lavorare la linea della mia colonna vertebrale e io piego la testa in avanti per dargli migliore accesso.
Lo sento spostare con le dita alcune piccole ciocche di capelli, sfuggite allo chignon che ho improvvisato per non bagnarmeli, che sono diventate umide a causa del vapore che esce dalla tinozza. Gli unici suoni che percepisco, mentre mi rilasso ad occhi chiusi, sono lo scoppiettare del fuoco nel camino e il rumore dei nostri respiri.
Lui non parla, probabilente concentrato su quello che sta facendo.
Piano piano inizia a scendere con le mani sulle mie spalle, intensificando leggermente la pressione dei palmi e delle dita. Rialzo la testa rimanendo ad occhi chiusi mentre lui continua a far scivolare quelle bellissime mani sul mio corpo. Ringrazio il cielo di essere in acqua perché altrimenti avrei bagnato i vestiti.
Lui non lo sa, ma mentre mi tocca le spalle e la parte alta della schiena e delle braccia, sto immaginando il suo tocco in tutt' altre zone e anzi sto pregando perché quelle lunghe dita meravigliose decidano per conto loro di esplorare tutto quello che rimane coperto dall' asciugamano bagnato.
Il mio seno in questo momento é ipersensibile e i capezzoli sono turgidi a contatto con la stoffa ruvida e resa pesante dall' acqua.
Ho bisogno di alleviare la tensione che si sta accumulando fra le mie gambe e che sento vibrare fra le mie pareti interne. Sta diventando quasi insostenibile.
Se fossi certa di non essere vista, inizierei a toccarmi per trovare un po' di sollievo, ma rimango ferma, immobile.
Poi, ad un certo punto, realizzo che le sue dita stanno arrivando sempre piú in giú. I suoi palmi non sono piú dietro le mie spalle ma sopra, di consequenza le dita si trovano vicinissime al limite di pelle scoperta, andando pericolosamente vicino al bordo dell' asciugamano.
Questo sarebbe il momento di fermarlo, di fargli capire che non puó andare oltre, ma ho cosí tanta voglia che invece si faccia piú audace che non accenno a nessun tipo di protesta.
Forse incoraggiato dal mio silenzio o forse perché, anche se sono solo io e non qualche bellisima attrice, l' occasione fa l' uomo ladro, i suoi polpastrelli entrano in contatto con il bordo dell' asciugamano e iniziano a spingerlo un po' piú in basso, lentamente, impercettibilmente, fino a quando le sue dita sono nella parte alta del mio seno, vicino alle ascelle, ma anche in mezzo, nell' incavo.
Non riesco a credere che stia succedendo davvero, che abbia trovato la voglia di spingersi un po' oltre, avvicinandosi pericolosamente al punto in cui sarebbe difficile negare che lo stia facendo apposta.
Sono tesa come una corda di violino quando interrompe il filo dei miei pensieri schiarendosi la voce.
"Ehi... L' acqua si sta raffreddando... Penso che dovresti uscire prima che sia troppo tardi..."
Si asciuga le mani ad uno straccio e torna verso di me con una coperta per farmi da paravento contro il freddo, come l' altra volta.
Siamo sempre noi e la stanza é la stessa, ma é come se l' atmosfera fosse completamente diversa.
Siamo in silenzio tutti e due e stavolta non accenna nemmeno al fatto di doversi girare, anzi, quando mi alzo dandogli le spalle, sono pienamente consapevole di avere i suoi occhi addosso, mentre probabilmente sta scandagliando ogni centimetro della mia pelle esposta.
Prendo velocemente l' asciugamano e mi copro, non provo imbarazzo, mai come ora in vita mia sono stata consapevole del mio corpo e mi sono sentita cosí donna.
James non mi ha mai guardato cosí o almeno il suo sguardo non mi ha mai provocato niente di lontanamente simile al turbine di emozioni che sto provando adesso.
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Mi vesto rapidamente mentre lui sparisce dalla stanza e noto che mi ha portato una maglia in piú. La temperatura é decisamente piú bassa dei giorni scorsi e affacciandomi alla finestra mi accorgo che sta nevicando pesantemente.
Dalla quantitá di neve realizzo che probabilmente ha iniziato a nevicare mentre dormivo.
Dopo cena faccio per iniziare a pulire per muovermi un po', dato che lontano dal camino é decisamente freddo. 
"Lascia stare, stasera faccio io, stai tremando. Vai a metterti sul divano sotto la coperta. Appena finisco vado ad accendere il camino in camera."
Mentre mi parla, mi sposta delicatamente dal lavandino posando tutte e due le mani sui miei fianchi poi mi accompagna sul divano, posando un braccio sulle mie spalle.
Aspetta che mi sieda e mi copre facendomi una carezza sulla guancia con il dorso della mano.
Sono due giorni che sono qui, ma non mi aveva mai toccato cosí, almeno non intenzionalmente... C'é un che di tenero dei suoi gesti, nella carezza, nel cingermi la vita di poco fa, che é evidentemente voluto e mi sembra di avere un groppo allo stomaco.
Sono sempre piú convinta che sará durissima staccarsi da tutto questo, da questo rifugio, da Edward, ma soprattutto dalle sensazioni che mi provoca e che mi fanno sentire viva come mai prima d' ora.
"Bella, di lá in camera il fuoco é acceso e c'é caldo, ma ho messo anche una coperta in piú per sicurezza. Sarebbe meglio andare a letto dato che rischia di fare ancora piú freddo e questa stanza é troppo grande per scaldarsi a dovere." "Ok."
Mi alzo ed entro in camera ed effettivamente la stanza é piú calda. "Sono previste gelate stanotte, la temperatura andrà molto sotto lo zero. Non dovremo avere comunque problemi qui, stai tranquilla."
E lo sono. Come mai prima d' ora. Mi spoglio dei maglioni e rimamgo come al solito con la maglietta e le mutande mentre lui fa lo stesso, senza curarsi nessuno dei due di voltarsi per dare all' altro un po' di privacy.
Mi metto sotto le coperte e lui mi segue subito dopo. Io rabbrividisco perché le lenzuola stasera sono fredde.
"Ehi... Dato che comunque mi sa tanto che ci avvicineremo piú tardi, che ne dici se provo a scaldarti un po', almeno fino a che non ti sei temperata?"
Cosí dicendo, si mette su un fianco e allarga le braccia per farmi spazio. Io non me lo faccio ripetere e mi rifugio nel suo abbraccio, godendomi il calore del suo corpo.
Lui ha il mento appoggiato sui miei capelli e sento il suo respiro solleticarmi.
"Lo vuoi sapere perché sono in esilio quassú in pieno inverno?"
A dire il vero immaginavo ci fosse qualcosa...
"Se ti fa piacere, ti ascolto, ma non sentirti obbligato perché ti ho praticamente raccontato tutta la mia vita..."
"Ti é capitato di leggere i giornali prima di partire per il parco naturale settimana scorsa?"
"No... In effetti sono stata un po' fuori dal mondo ultimamente, fra gli esami e il resto..."
"Si insomma, circa un mese fa la mia fidanzata é stata fotografata in ateggiamenti compromettenti con il regista dell' ultimo film che ha girato."
Mi sento in imbarazzo perché ignoro chi sia questa lei...
"E chi sarebbe lei? É un' attrice?"
Lui sorride e continua.
"Lo sai che cosa mi piace di te? É che sei completamente estranea a tutto quello che conosco e sí é un' attrice. Si chiama Tanya Denali."
Spalanco la bocca perché é famossissima e bravissima ed é la donna piú bella che abbia mai visto...
"Stavamo insieme da diversi anni e... Sí insomma, stavo per chiederle di sposarmi. É stato un brutto colpo. Sono entrato in crisi, ma non perché abbia sofferto piú di tanto, al contrario. Perché mi sono sentito sollevato. Perché mi sono reso conto che era tutta una farsa, una cosa di convenienza. Improvvisamente mi sono sentito nauseato da tutto quel mondo di cui sono stato felice di far parte. Ho iniziato a mettere in discussione il fatto stesso di voler continuare a recitare. E allora due settimane fa sono partito. Un po' per evitare i goffi tentativi di Tania di farsi perdonare, un po' perché ho bisogno di trovare il mio centro, proprio come te. É buffo vero?"
"Che cosa esattamente?"
"Che io e te, cosí diversi, ci ritroviamo qua per vie traverse per lo stesso motivo. Mi sento piú in sintonia con te anche se ti conosco da appena due giorni che con tutta la gente che frequento abitualmente. Eppure... Eppure sei cosí giovane, ma hai molta piú maturitá tu di tutti quelli che pretendono di indirizzarti in una vita che non senti tua. Sei cosí fresca e genuina..."
"Edward io non credo che dovresti lasciar perdere la tua carriera per la falsitá delle persone che ti sono intorno. Voglio dire, tu sei un attore molto bravo ed é la tua passione, come tua madre, lo hai detto tu. Ma sei anche altro, non c'é bisogno di rinunciare ad una parte di te. Potresti fare la vita che preferisci pur mantenendo la tua professione... Dipende da te, fare quello che ti rende felice, cosí come dipende da me lavorare per la mia felicitá, anche andando contro le aspettative dei miei genitori, se necessario, e frequentare le persone che preferisco. In fondo James mi ha fatto un piacere tradendomi, perché altrimenti adesso starei continuando la mia vita di prima e chissá cosa sarebbe successo quando mi  fossi accorta in futuro che non era quello che volevo..."
Non risponde, ma prende ad accarezzarmi i capelli fino a quando non mi trovo addormentata.
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Mi sveglio di soprassalto nella notte con una sensazione di gelo addosso. Sono sola nel letto e il fuoco é spento.
Mi accomodo meglio sotto le coperte ma ho freddo lo stesso.
"Edward!"
Sento dei passi che provengono dal bagno e poi la porta di camera si apre lasciando entrare dell' aria fredda.
Istintivamente mi alzo.
"Ehi che fa mettiti sotto"
"Mi sono svegliata e non c'eri..."
"Scusami... Sai dovevo andare in bagno e ho pensato che non valesse la pena svegliarti e poi... Si insomma son cose personali!"
Mi fa la linguaccia e capisco che é tornato l'Edward che ho imparato a conoscere. "Riaccendo il fuoco se vuoi?"
"No, penso che se torni tu non ci siano problemi, sei una stufa..."
Invece probabilmente perché é stato fuori dal letto lo sento ghiacciato quando entra sotto le coperte e inizio a battere i denti. "Stai morendo di freddo... É colpa mia mi dispiace"
Per tutta risposta ritorno a posizionarmi fra le sue braccia su di un fianco perché sono sicira che nel giro di due minuti sará di nuovo bollente.
Per aiutarmi a scaldarmi inizia a massaggiarmi con una mano il braccio e con l'altra la schiena.
Ben presto smetto di tremare, ma lui continua ad accarezzarmi, i movimenti sempre piú lenti.
Alzo la testa e lo guardo negli occhi perché non capisco... O meglio non voglio fraintendere, non mi sembra possibile.
La sua mano dal braccio scende lentamente ad accarezzarmi il fiaco, sono scoperta perché la maglietta si é spostata mentre lui mi massaggiava la schiena, adesso la sua mano dietro di me é ferma e sento che mi sta tenendo vicina al suo corpo.
L'altra continua il suo percorso lungo l' esterno della mia gamba per poi risalire.
I suoi occhi non staccano un attimo il contatto visivo e io inizio di nuovo a tremare impercettibilmente, stavolta non per il freddo.
Si ferma quando si trova di nuovo sul mio fianco, il tocco non é leggero. Sento le sue dita afferrare la mia carne, mi sta stringendo a se' nuovamente.
Siamo faccia a faccia e i nostri corpi sono separati solo dal sottile strato di cotone delle magliette. Il cuore mi batte cosí forte in petto che temo possa sentirlo anche lui.
"Voglio continuare ad accarezzarti Bella... Come ho fatto oggi, piú di quanto non abbia fatto oggi..."
Non rispondo ma non lo fermo, non voglio fermarlo, voglio sentire le sue mani ovunque.
Non so dove mi porterá tutto questo, so che non ho mai desiderato tanto qualcosa in vita mia. Alza il bordo della maglietta e inizia a farmi sentire il calore del palmo sulla vita, é lenta la sua salita, fino a quando le sue dita sfiorano la pelle sotto il seno.
"Posso accarezzarti ancora Bella? Dappertutto, voglio toccare ogni centimetro del tuo corpo meraviglioso."

CAPITOLO UNICO 3/7

Tolgo subito i pantaloni e mi metto il suo slip che ovviamente mi va grande, ma me lo faccio andare a genio, tengo le calze di lana e sfilo il maglione rimanendo impigliata con i capelli. Quando riemergo, lo sorprendo a fissarmi, anzi a fissare in direzione del mio busto. Guardo anche io per capire cosa sta osservando con tanto interesse e realizzo che la maglietta, che mi va grande di spalle e lunga, in realtá mi fascia il seno e a causa del freddo i miei capezzoli sono talmente in fuori che sembrano bucare il tessuto. Tossisce e si volta di nuovo.
"Scusa... Pensavo... Io ecco, non volevo sbirciare."
Non gli rispondo perché sono al limite dell' imbarazzo... Dovrei essere indignata e invece, porco cane, mi sa che la luce che gli ho visto negli occhi mi ha lusingata molto piú del lecito. Forse ha ragione a dire che l' isolamento ti mette in contatto con lati del tuo carattere che non conosci. Io di sicuro non pensavo di poter mai reagire cosí al solo sguardo di un uomo.
Mi metto sotto le coperte, ci sono le lenzuola di flanella e non sono freddissime. Ci saranno almeno 3 coperte di lana spessa e il peso addosso che mi schiaccia sul materasso mi dá una piacevole sensazione di essere come in una culla. Non ho molto spazio, anche se lui sta dalla sua parte é cosí grande che occupa piú della metá del letto. Ha il garbo di non entrare in contatto nemmeno per sbaglio e io da parte mia cerco di rimanere nella stessa posizione. Dopo un po' mi rendo conto che il sonno mi é passato, ma cerco di rimanere calma per non disturbarlo.
"Ehi che c'é non riesci a dormire? Stai scomoda?"
"No é che é tutto cosí strano... Non mi sarei mai immaginata un' avventura simile quando sono parita una settimana fa. Cercavo un motivo per staccare, per dimenticarmi dei miei problemi..."
"Bisogna sempre stare attenti a quello che si chiede..."
Sospira e si mette su un fianco girandosi verso di me.
"Sentiamo quali sono i problemi di una bella ragazza, aspirante giornalista, che la spingono a salire fino al monte Reinier in pieno inverno?"
Giro la testa nella sua direzione e lo spettacolo mi toglie il fiato. Sta sorridendo, l' atteggiamento di chi si mette in ascolto. La luce della luna, che filtra dagli alberi attraverso la finestra, fa cose spettacolari al colore dei suoi capelli. Al buio i suoi occhi sembrano ancora piú grandi e le sue labbra sembrano morbide e carnose e bellissime quando sorride...
"Se non vuoi rispondere non preoccuparti."
Realizzo di aver perso diversi secondi in contemplazione e per non essere colta in fallo cerco di rimediare.
"No, é che é una storia abbastanza banale..."
"Sono tutto orecchie, nemmeno io ho poi cosí sonno..."
E cosí gli racconto di James, della scuola, dei miei genitori e delle loro aspettative. In pratica racconto la mia vita ad un perfetto sconosciuto e la cosa bella é che non sembra annoiato, anzi interviene, consiglia, commenta, fa considerazioni come se fosse una cosa che lo interessa davvero. Piano piano il fuoco si spenge e tutti e due abbiamo le palpebre pesanti. Fuori deve essere un freddo polare ma qua dentro, in questa stanza, sotto queste coperte, si sta divinamente e mi trovo addormentata, senza rendermi conto se stavo ancora parlando o no.
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La luce del sole che filtra dalla finestra mi sveglia il mattino dopo. Cavolo, ieri sera le coperte non mi sembravano cosí pesanti! Come un flash mi ricordo dove sono, tutta la giornata di ieri e mi prende il panico. Mi muoverei ma realizzo che il peso che sento é la testa di Edward. In pratica é accucciato con la testa nell' incavo della mia spalla e gli sto cingendo il collo con un braccio. Ha la faccia sul mio seno e il resto del corpo rannicchiato in posizione fetale perché io sono sul cuscino e lui per ovvi motivi piú in basso, altrimenti avrebbe dovuto mettere le gambe di fuori. Dorme beato, nemmeno russa, ma non accenna a muoversi. Io inizio ad andare in iperventilazione poi ad un certo punto biascica qualcosa nel sonno e smuove le braccia. L' unica cosa che so é che adesso la sua mano enorme mi sta stringendo il seno e sto per andare in ebollizione. Mi muovo per vedere se si sveglia, se non si toglie di lí non rispondo di me. Non voglio che pensi che mi sono accorta e che non abbia fatto nulla per risolvere la situazione.
"Edward... Edward... Ho bisogno di andare in bagno... Edward... Per favore..."
Mi palpa ancora un po' sempre biascicando qualche parola poi apre gli occhi. Davanti al suo naso di nuovo i miei capezzoli all'erta per via delle attenzioni ricevute dalla sua mano e per colpa, per cosí dire, della situazione generale... Con uno scatto si alza scoprendo tutti e due e peggiornado la situazione. La maglietta é tutta spiegazzata, i suoi slip bassi sui miei fianchi. Con un gesto automatico recupero il lenzuolo e mi copro, mentre un imbarazzatissimo Edward, stavolta anche lui di un bel rosso vermiglio e con la faccia ancora assonnata, si affretta ad afferrare i pantaloni sulla sedia a fianco al letto, per coprire un piú che evidente e rispettabile alzabandiera mattutino, che non riesco a fare a meno di guardare. "Scusami io... Devo essermi mosso nel sonno, mi dispiace ti giuro che non l'ho fatto di proposito... Vado ad accendere il camino di lá tu rimani qua a vestirti mentre la stanza si stempera."
E in un lampo é fuori dalla porta con maglia e pantaloni sotto al braccio. Io mi lascio cadere all' indietro sui cuscini e mi copro gli occhi con un braccio. Mi tocco le guance con le mani fredde per cercare di portare un po' di sollievo, perché mi sembra stiano prendendo fuoco. Non c'é che dire, ottimo risveglio, lui mi palpa il seno e io non riesco a non fissare la sua erezione. Si prospetta una convivenza tutt' altro che semplice...
Mi vesto alla svelta perché fuori dalle coperte fa freddo e vado di lá. Il fuoco é giá acceso e Edward é in bagno. Sento scrosciare l' acqua, spero non si stia facendo una doccia fredda per colpa mia. Mi metto a preparare la colazione e quando arriva con i capelli bagnati capisco che avevo ragione.
"Hai sistemato il bagno? Farebbe piacere anche a me una bella doccia..."
Lo so che lo sto stuzzicando di proposito, ma non posso resistere.
"Bella mi dispiace per prima. Giuro non ero coscente."
E mentre si ingozza con i pancake lo tranquillizzo.
"Non preoccuparti, lo capisco... Se non altro abbiamo dormito al caldo. Ma per la  doccia come possiamo fare?"
Beve il suo caffé.
"Come ti avevo detto, sono qua anche per sistemare il bagno. Prima non esisteva proprio, l' ho costruito io. Se smette di piovere faccio l' allacciamento con l' acqua calda e poi ti puoi fare la doccia. Peró se vuoi ti posso preparare la tinozza come ieri."
Rabbrividisco al solo pensiero di spogliarmi di nuovo come ieri davanti a lui dopo l' incidente di stamani mattina.
"Credo che aspetteró, comunque grazie."
************************************* Non sapendo come rendermi utile, passo la mattina a pulire la cucina e il salotto. Mi faccio prendere dalla frenesia e spolvero tutto, anche dentro ai mobili... Gratto via le incrostazioni e lavo i pavimenti. Al momento opportuno, senza dire nulla, preparo il pranzo. Mentre mi do da fare, vedo Edward entrare e uscire dal bagno con vari attrezzi, guardandomi fra il sorpreso e il perplesso, senza commentare. Quando si siede a tavola lo vedo piùttosto provato.
"Allora, hai fatto progressi col bagno?" Mentre mangia come non ci fosse un domani prende una pausa.
"Si, mi sono messo avanti con le piastrelle e ho montato il mobile del lavandino con lo specchio. Non sará un grand' hotel, ma sono soddisfatto."
Si serve il secondo piatto di pasta, ma non accenna alla doccia.
"Dimmelo quando hai finito, cosí pulisco. Questo pomeriggio ho pensato di sistemare la camera..."
Si pulisce la bocca col tovagliolo e si lecca le labbra. Quando realizzo che vorrei leccargliele io capisco di avere un grosso problema.
Non sono abituata ad avere questi picchi ormonali. Ah cazzo la pillola!
"Ehi non importa che ti dia tanto daffare, sei mia ospite, non una governante... Dopo mi voglio rilassare, mettiti sul divano con me, parliamo un po'".
Ci rifletto e siccome sono indolenzita dal fervore faccendiero di stamani, concordo con il riposo pomeridiano. Almeno finché non avró finito la riserva di libri, posso tenermi impegnata.
Mi alzo e vado a prendere le compresse in borsa. Per fortuna ho iniziato la confezione due giorni fa da Alice. Quando James mi ha lasciato non ho smesso di prendere la pillola, non so bene perché. Mia madre nemmeno lo sa che ho iniziato a prenderla, anzi per la veritá nemmeno sapeva che io e James praticamente abbiamo convissuto per sei mesi... Sí tutto sommato ho avuto la mia dose di ribellione e tragressione anche io, ancora prima di fumare erba settimana scorsa. Sorrido soddisfatta.
Intanto fuori non ha accennato a smettere di piovere, a peggiorare la situazione mi sembra che faccia perfino piú freddo. Alla radio siamo riusciti a parlare con l' agente di Edward e a questo punto i miei genitori saranno al corrente di tutto. Non voglio immaginare quante spiegazioni dovró dare quando torneró, ma per ora sono qua.
Inizio a capire cosa intendeva Edward quando mi ha detto che viene qua per staccare. Siamo isolati e una volta superato lo sconforto iniziale, mi sono resa conto che é bello non dover rendere conto a nessuno. La vita é semplice e c'é un sacco di tempo per pensare, fuori é impossibile uscire e si deve trovare qualcosa da fare in casa.
Oddio, io saprei cosa avrei voglia di fare, ma una ragazza per bene non le pensa queste cose, quindi metto a tacere la mia libidine e mi limito a leggere tutto il pomeriggio, guardando Edward di sottecchi quando non se ne accorge. "Bella, prima di cena vorrei lavarmi perché sono pieno di polvere per i lavori che ho fatto in bagno, hai problemi se lo faccio qua davanti al fuoco? In bagno ho fatto la doccia stamani ed é un' esperienza che preferisco evitare di ripetere..."
Ovvio che no, diamine, é a casa sua, puó lavarsi dove vuole. Solo ho bisogno di cambiare stanza perchè non posso pensare di essere nello stesso posto mentre lui è nudo. Dio, per la veritá pagherei la retta di un anno di college per vedere com'é fatto, ma non posso mica raccontarglielo!
"Ok non c'é problema. Do una pulita alla camera mentre ti lavi. Intanto che dici posso giá prepararti l'acqua?"
"Ma no, posso fare da solo. Mi stai viziando, lo sai Bella? Non sono abituato a essere trattato cosí. Mia madre con tre figli maschi ha fatto in modo che fossimo indipendenti e vivendo da solo, sai com'è? Grazie anche per il cibo, é favoloso. Se non ci fossi tu andrei avanti a carne in scatola..."
Sorrido al suo complimento. James non mi ha mai ringraziato per cose che per lui erano scontate. Se ripenso a tutto quello che ho fatto per lui e tutte le camicie che gli ho stirato, mi viene rabbia. Quanta fatica sprecata... In effetti si prepara tutto da solo, io mi limito a mettere l' acqua a scaldare.
Si accorge tardi di aver messo la tinozza troppo lontana dal camino e mentre tenta di spostarla fa un movimento sbagliato e lo sento imprecare.
"Cazzo, mi sono preso una storta al collo" Si massaggia il collo e la spalla.
"Sará una contrattura. Se hai un po' di crema e se vuoi provo a sbloccarti."
Ride nonostante la smorfia di dolore ed é bellissimo.
"Quante cose sai fare tu? Le hai imparate a letteratura o devo ringraziare qualcuno in particolare?"
"No, vedi é che il mio ex spesso soffriva di mal di schiena per tutte le ore che stava piegato al tavolo del suo ufficio e ho imparato a fare dei massaggi di emergenza."
"Secondo me il tuo ex era il re dei coglioni ad essersi fatto scappare una ragazza cosí in gamba! Comunque grazie, se non ti dispiace... Ma non ho la crema."
"Fa niente, useremo il sapone. Tu intanto lavati che io vado di lá."
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Mi chiudo in camera a concentrarmi. Cazzo sto per fargli un massaggio. Un massaggio al collo e alle spalle. Spalle nude, larghe forti, mmm...
Bella datti una calmata é solo un massaggio. Quando mi chiama é seduto nella tinozza con un asciugamano che copre tutto il secchio. Solo il busto é fuori. Cazzo. É praticamente una statua di marmo, non c'é nulla che sguaglia lá.
Da dietro posso vedere tutti i muscoli tonici del collo, delle spalle... Le braccia muscolose e definite, coperte da una peluria dello stesso colore dei capelli. Chissá com'é davanti...
Non ho il coraggio di gurardare e mi concentro sulla mia missione. Mi metto un po' di sapone sulle mani bagnate e inizio a massaggiare la pelle calda e setosa del collo, individuando rapidamente il muscolo interessato.
Ogni tanto lo sento gemere, non so dire se di dolore o per il piacere provocatogli dal massaggio.
Mi dedico un po' anche alle spalle e alla parte alta della schiena perché so che il torcicollo interessa sempre anche un po' quella zona.
Quando tutti i muscoli contratti sono tornati morbidi, torno a passare le mani sul collo, cosí, giusto per rilassarlo un po'. Lui si lascia completamente andare al mio tocco. I riflessi del fuoco sulla sua pelle umida e lucida mentre continuo a massaggiarlo, aggiungendo ogni tanto acqua e sapone, sono la cosa piú erotica che abbia mai visto in vita mia.
Eppure non sto facendo niente di particolare e non sto toccando niente di peccaminoso...
Sono cosí presa da quest' uomo che dopo poco piú di ventiquattr'ore che lo conosco sarei disposta a fare per lui le cose piú sconce. Non so proprio dove sia finita la Bella che conosco, che a detta di James era un po' freddina a letto. Comincio a pensare che forse semplicemente non provavo per il mio ex nemmeno un briciolo dell' attrazione che sento per Edward. "Ecco, direi che ci siamo. Come ti senti?" Tossisce e quando parla ha la voce leggermente roca, il che mi fa vibrare immediatamente le zone basse.
"Sei una fata Bella, hai le mani d' oro. Domani facciamo il bis, stavolta offro io." Sgrano gli occhi e lui si mette a ridere. Non posso nemeno pensare ad un' eventualitá del genere: io nuda, le sue mani su di me... No, potrei morire di autocombustione.
Mentre svuotiamo piano piano l' acqua un po' alla volta, finché la tinozza pesa il giusto, nessuno dei due parla, ma é un silenzio piacevole, stiamo semplicemente lavorando in squadra. Credo che lo stare in silenzio senza imbarazzo sia una delle cose che le coppie parecchio in sintonia raggiungono dopo un po' di tempo. Sembra che fra di noi, invece, questo sia naturale.
Forse sará perché la situazione specifica in cui ci troviamo ha accelerato la confidenza fra noi due. Sta di fatto che mi sento bene, mi sento utile a qualcosa. Mi metto a preparare la cena e stasera faccio il bollito di carne e verdure, dato che si gela e serve qualcosa per scaldarsi. C'é ancora piú di mezza torta e non faccio altro. Domani credo che dovró fare il pane perché, se lui mangia a questi ritmi, quello che c'é basterá appena stasera.
Dopo cena mi fa i complimenti ancora una volta. C'é chi paga uno strizza cervelli per recuperare l' autostima, io invece sto facendo il pieno gratis, grazie ad un attore di Holliwood, che il caso vuole essere anche un uomo gentile e generoso. Sono una persona molto fortunata.
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Ripetiamo la routine serale senza troppi intoppi. Anche stavolta sembra che nessuno dei due abbia voglia di dormire, ma stasera é lui che mi parla di se', della sua famiglia. Scopro che é il secondo di tre fratelli maschi. Emmet é un Tenente dei marines di trentaquattro anni ed é sposato con Rose, la sua ragazza dei tempi del liceo, hanno tre figli.
Lui é il secondo ed ha trentun' anni. Lui non ha fatto il militare perché quando hanno tirato a sorte il suo anno di nascita per la coscrizione stava girando un film e ha ottenuto un rinvio, poi dopo non l' hanno piú chiamato e compiuti ventisette anni ormai é fuori pericolo.
"Non capisco questa stronzata della leva obbligatoria. Mio fratello dopo il militare ha deciso di rimanere nell' esercito a servire la patria ed é stato anche sedici mesi in Vietnam. Ci scontriamo spesso perché io la penso diversamente da lui. Menomale che Nixon prima di essere rieletto ha promesso di porre fine alla partecipazione al conflitto e di togliere l'obbligo di coscrizione. Io peró non l' ho votato lo stesso..."
Lo ascolto mentre parla di politica. É affascinante come sia informato e come l' argomento gli interessi. Stupidamente non avrei mai pensato che un divo di Hollywood avesse cosí tanti interessi... Insomma, voglio dire, ha costruito un bagno da solo! Vive come un eremita per fuggire allo stress! Mentre mi bevo le sue parole rifletto che, fatto da lui, mi sembrerebbe lodevole anche un uovo al tegamino.
"E il piú piccolo é Jasper, ha ventisette anni e fa l' avvocato con papá. Dei tre sono l' unico che, secondo mio padre, non fa un lavoro onesto. Ma sono laureato in economia. Ho dovuto accettare di finire gli studi per ottenere il permesso di seguire la carriera artistica. Mia madre invece mi ha sempre appoggiato. Da giovane era un' attrice di teatro. Ho ereditato da lei il gene, a quanto pare!" Come la notte precedente, ci addormentiamo parlando.
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La mattina dopo mi sveglio di nuovo per prima. Sto cosí bene che non voglio aprire gli occhi e mi grogiolo ancora un po' fra le sue braccia.
Aspetta un momento!
Spalanco gli occhi e sono davvero fra le sue braccia!
Stavolta sono io che lo uso da cuscino, peró siamo uno di fronte all' altra su un fianco, la sua mano posata sul mio sedere e l' altro braccio che mi stringe. Mentre respiro il profumo della sua pelle, mescolato all' odore del sapone, mi sento quasi stordita. Stamani non voglio davvero che si stacchi da me, voglio godermi la sensazione di stare fra le sue braccia ancora un po'. Ha lo sguardo sereno mentre dorme, una leggera ombreggiatura rossiccia gli ricopre la mandibola. É sexy da morire con quelle labbra rosse e carnose. Deglutisco per resistere alla tentazione di assaggiarle, ma una mano scappa al mio controllo e inizia a disegnare i contorni del suo viso con un tocco leggerissimo. Ad un tratto apre gli occhi cogliendomi in fallo.
"Ehi tu, buongiorno!"
Ma stavolta non scappa, si limita a spostare la mano dal mio sedere, con mio sommo dispiacere.
"Pare che non sia possibile dormire a distanza noi due, deve aver fatto un freddo cane anche stanotte!"
Il tono é scanzonato e non posso fare a meno di ridere. Mi sposta i capelli che ho in faccia e trovo il gesto molto tenero.
"Pare che oggi tocchi a me farti le mie scuse... Non so come sono finita ad usarti come cuscino"
"Per lei signorina Swan questo ed altro! E comunque confermo, la mia mano ha agito di sua volontá, anzi si scusa profondamente per la posizione inappropriata durante il sonno!"

CAPITOLO UNICO 2/7

Riflette un momento.
"La coperta si lava stai tranquilla! Me é importante che non ti ammali. Non so per quanto tempo saremo isolati e non credo di avere medicine qui... Davvero, mettiti vicino al camino mentre io vado a prenderti dell' acqua pulita, cosí la mettiamo a scaldare e puoi farti il bagno. Mi dispiace non poter fare di piú... Sto costruendo il bagno e ancora funzionano solo i sanitari... Per lavarti dovrai accontentarti di stare in salotto" Omioddio. Mi asciugo i capelli il piú possibile con l' asciugamano. Per fortuna é enorme. Ma che diavolo, quando torno a casa mi devo ricordare di tagliermeli questi capelli. Mi sono cosí trascurata che mi arrivano quasi alla vita!
Dopo poco lo vedo arrivare con una tinozza di legno. La spinge vicino al fuoco, poi mette a bollire l' acqua in diverse pentole nella cucina, che é nella stessa grande stanza che fa anche da salotto.
Io continuo a stare ferma immobile seduta su uno sgabello di legno. Prende i miei vestiti dalla tinozza, li mette in un sacchetto e li butta fuori.
"Quelli sono inutilizzabili. Questi invece... Forse, se li mettiamo ad asciugare, li salviamo"
Quindi prende i miei stivali militiari, che ho comprato ad un mercatino di cianfrusaglie, e li posiziona vicino al camino.
Mentre lui va e viene riempiendo la tinozza, mi guardo intorno. Siamo in questo grande vano con enormi travi e mura in legno, di fronte al camino c'é un divano lungo tutta la parete. Al lato opposto c'é appunto una cucina vecchio stile in tono con l' intero rifugio. C'é una porta che conduce ad un' altra zona da cui ha tirato fuori coperta e asciugamani, quindi presumo ci sia posto per dormire e il famoso bagno in costruzione. Poi mi concentro su di lui. Ha un non so che di familiare, ma sono certa di non conoscerlo. Sto cercando di capire dove l'ho visto quando mi fa sussultare.
"Dai, l'acqua é pronta. Ti ho portato il sapone... Spero ti piaccia il Tea Tree del Dr. Bronner perché non ho altro. Non garantisco sul risultato come shampoo. I miei capelli sono corti e vengono uno schifo... Comunque meglio che fango e foglie sará di sicuro!"
Lui é insolitamente ilare, mentre io sono in imbarazzo. Molto in imbarazzo.
"Vado a prendere dei vestiti per dopo, tu entra in acqua prima che si raffreddi."
Mi affretto a fare come dice. Mi immergo funo alla gola nel catino, che per fortuna é bello grande, e cerco di coprirmi il piú possibile. Dato che quel sapone é lo stesso che usano Alice e i suoi amici Hippy so giá che non fa un cazzo di schiuma e che i capelli saranno ispidi come le spine di un istrice, come se li lavassi con il panetto del sapone da bucato di mia nonna.
E ora che faccio? Se mi devo insaponare non posso stare in acqua e non so quando lui rientra... Dopo che mi ha salvato da morte certa non voglio certo formalizzarmi, ma non voglio nemmeno stare nuda davanti a lui...
Come temevo rieccolo.
"Intanto che ti lavi preparo qualcosa di caldo."
Armeggia in cucina, ma si rende conto che non mi sto muovendo.
"Vado a prenderti l' accappatoio se vuoi uscire."
Lo guardo sempre imbarazzatissima.
"No, piú che altro non so come insaponarmi... Vedi, tu sei qui e io..." Realizza il messaggio.
"Ah! Scusami non ci ero arrivato. Facciamo cosí, ti tengo una coperta aperta davanti cosí ti puoi alzare senza prendere freddo. Prometto di non guardare!"
No, non c'era arrivato... Comunque fa lo stesso, meglio sapere dove é e che non guardi piuttosto che averlo a giro per la stanza, mentre sono nuda come un verme e mi insapono. Lo faccio quindi velocemente e mi sciaquo reimmergendomi. Poi mi insapono i capelli e faccio lo stesso. Speriamo abbia un pettine. Prevedo una montagna di nodi. Lui mantieme la parola e non guarda, almeno fino a quando si gira per darmi l' accappatoio. Distoglie subito lo sguardo mentre io mi copro come posso con le mani e le braccia.
"Scusami!"
Tossisce, stavolta percepisco il suo di imbarazzo, dal tono della voce.
"Non preoccuparti non l' hai fatto apposta".
Almeno spero.
Mi asciugo velocemente sempre vicino al fuoco del camino.
"Ti ho messo lí i vestiti. Sono i miei e ti saranno grandi, mi dispiace... Non posso farti cambiare in camera perché non é riscaldata. Dobbiamo fare economia e scaldare un ambiente alla volta perché rischiamo di rimanere a corto di legna asciutta da ardere se dovessimo restare isolati a lungo."
É la seconda volta che accenna a questa cosa e rifletto che in effetti é giá un miracolo che ci sia lui in questo posto dimenticato da Dio.
Quanto grave è la mia situazione? I miei mi daranno per dispersa! Ma forse é meglio che non sappiano in che situazione mi trovo.
Lui é tornato in quella che presuppongo sia la camera e mi affretto a coprirmi, prima che ricompaia. Ci sono una t-shirt e un maglione di lana che mi arrivano quasi alle ginocchia, dei calzini che mi coprono il ginocchio. Sto infilando un paio di pantaloni di flanella quando lo sento rientrare nella stanza. Devo arrotolare maniche e gambuli e stringere in vita la cordicella dei pantaloni. Probabilmente sono sexy come un boscaiolo, ma i vestiti sono puliti e caldi e mi sento una favola.
"Hai per caso una spazzola?"
Riflette un secondo.
"Si vado a prenderla."
Secondo me prima di stasera consuma il pavimento da quanto cammina.
Mi metto di nuovo vicino al camino e piano piano riesco a far asciugare i capelli con il calore del fuoco, a suon di colpi di spazzola.
Fortunatamente tutto questo spazzolare li rende abbastanza presentabili, anche se quando torneró a casa mi dovró comprare del balsamo per farli tornare normali. Finita questa operazione mi metto di nuovo ad osservarlo. É veramente un bel pezzo di ragazzo... Due spalle larghe e quadrate, gambe lunghe e delle bellissime mani. Ma quello che preferisco è il viso, incorniciato da capelli castano ramati che sembrano completamente ribelli, una mascella quadrata e volitiva, evidenziata dalla barba incolta. Naso diritto e con una bella forma, per essere un uomo. Ma la cosa piú spettacolare sono gli occhi. Sono verdi e grandi, contornati da lunghe ciglia. É bellissimo.
Sto fantasticando sul suo bellissimo volto quando ho un' illuminazione. Ecco chi mi ricorda! Assomiglia a quell' attore... Ho visto il film al cinema con James... Certo che potrebbero essere fratelli... Gli somiglia proprio...
"A proposito, tu come ti chiami?"
Mi sento quasi colta in fallo perché non mi sono accorta che mi stava gurdando. "Sono Bella Swan."
Mi tende la mano.
"Piacere, io sono Edward Cullen."
É lui. Cioé, é Edward Cullen. L' attore Edward Cullen. Ma che ci fa Edward Cullen in culo al mondo? E soprattutto, quante possibilità c' erano che mi capitasse di sopravvivere a una valanga di fango e che a salvarmi fosse proprio lui? Non sono una di quelle che sbavano dietro ad un divo di Hollywood o una groupie che segue la sua rockstar, ma cavolo! Sono nel rifugio di Edward Cullen! Evidentemente devo essere molto espressiva perché lui intuisce il corso dei miei pensieri o almeno in parte.
"Ti chiederai cosa ci faccio qui eh? Potrei farti la stessa domanda... Comunque, questo rifugio appartiene alla mia famiglia da tanto e te l'ho giá detto. Mio nonno me lo ha lasciato in ereditá e da allora lo uso quando mi preparo per un nuovo film. Quando ho bisogno di non essere disturbato o quando ho voglia di starmene un po' in pace. Tu piúttosto che ci facevi per la strada in pieno inverno?" Caspita se é loquace.
"Sono stata a trovare una mia amica al Parco Naturale per una settimana, stavo tornando a casa..." m
Mi guarda aggrottando le sopracciglia. "Quindi sei una specie di hippy?"
Sgrano gli occhi inorridita.
"No affatto! Tutt'altro... Come ti dicevo, mi ha invitato una mia amica per prendermi una settimana di vacanza e per vedere se, staccando un po', riesco a scoprire cosa voglio fare della mia vita."
Mi porge una tazza, che scopro contenere cuoccolato caldo.
"E cosa sei allora?"
Assaggio il cioccolato prima di rispondere perché saró anche una sopravvissuta, ma é una settimana che mangio roba da conigli e questa é cioccolata!
"Sono una studentessa di letteratura, che sta per convertirsi al giornalismo." Concisa, efficace.
"Beh allora piacere di conoscerti Bella Swan, futura giornalista. Spero che ti ricorderai che ti ho salvato la vita e che non scriverai mai cose brutte su di me in futuro!"
Pronuncia la frase con fare scherzoso, alzando la tazza, come brindare alla mia salute.
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Passiamo il resto del pomeriggio davanti al fuoco. Lui mi ha detto di avere dei copioni da leggere e mi ha mostrato una piccola libreria in camera. Non c' é molto, ma trovo alcuni classici che adoro e mi trovo impegnata con Cime Tmpestose.
Leggere il libro in questa situazione e davanti al camino ha un gusto molto particolare. Ogni tanto lo osservo assorto e lo vedo prendere appunti ai margini degli scritti. É veramente bellissimo, non perché so che é un attore, proprio perché anche se lo avessi incontrato al supermercato non avrei potuto fare a meno di guardarlo. É uno di quegli uomini che ti cattura non solo con l' estetica, ma col portamento sicuro, la gentilezza e l' aria un po' scanzonata. É l'opposto di James, ma anche di quello che é stato sempre fino ad ora il mio ideale di uomo: serio, tutto d' un pezzo, un po' come mio padre.
Cazzo papá! Spero che non gli venga in mente di chiamare i genitori di Rose sennó sono fritta, mi rinchiude come minimo nella sua prigione a Forks e butta la chiave...
Comunque non posso lamentarmi, sono al caldo, sono viva, che non é poco, e sono in compagnia di uomo bellissimo. Piú lo guardo e piú mi sento languida... É da quando James se n' é andato che, sí insomma, che non sono stata con uomo, ma fino ad ora non ho mai pensato al sesso.
In questo momento mi accorgo che sono cosí attratta dal mio ospite che potrei anche mettere in stand by la mia morale da brava ragazza e farci un pensierino. Poi mi do della stupida da sola, come se lui potesse avere qualche interesse... Nel mondo del cinema ci sono decine di donne bellissime che puó avere schioccando le dita, ne ha avute di ogni tipo, figurati se si fila Bella Swan, aspirante giornalista, ma forse no.
Oddio non sono proprio da buttare, ma tutto in me grida a gran voce 'ragazza ordinaria'. Capelli mogano, occhi marroni, un metro e sessanta circa... Dopo la rottura col bastardo sono dimagrita un bel po' e sono ben in forma. Non me ne rammarico perché la mia corporatura un po' a clessidra mi ha sempre fatto sembrare troppo abbondante. James diceva di adorare il mio seno prosperoso, salvo poi finire con una che di tette non ne aveva neanche un po'. Ho perso molta fiducia nel mio aspetto fisico... Ora come ora sembrano andare in voga le ragazze filiformi. Forse sarei dovuta nascere vent' anni fa!
"Ehi bell' addormentata! Cosa stai sognando?"
Colta in fallo nei miei sogni ad occhi aperti divento subito di un a bellissima tonalitá di rosso.
"Che ne dici se ci mettiamo a lavoro per preparare la cena?"
Cavolo, sono a scrocco vitto e alloggio... Poi ho un' illuminazione.
"Se vuoi cucino io! Non so come sdebitarmi, lasciami almeno occuparmi del cibo e del rifugio... Mi sentirei meno di peso. Anzi, ancora non ti ho ringraziato a dovere, ti sono grata, davvero, di tutto. Per il salvataggio, per tenermi qui..."
Non saró Miss America, ma sono una cuoca provetta. Mamma Swan mi ha educata fin da piccola per diventare una futura brava moglie americana e, anche se fino ad ora ho sempre provato un po' di ribellione nei confronti del concetto di angelo del focolare, in questo momento sono lieta di poter essere utile, in qualche modo.
"Dai, non mettermi in imbarazzo... Sono felice di averti salvato, mi fa piacere averti qui... Ero partito per disintossicarmi da un po' di cose e tu sei cosí diversa da tutte le donne che conosco... Comunque ok, cucina tu. Sono sicuro che staremo meglio tutti e due dato che io sono negato in cucina... In dispensa c'é un po' di tutto, avevo pensato di fermarmi qui per un po' e ho fatto scorta."
Una volta ottenuto l' incarico, controllo l' orologio che segna le sei poi ispeziono la dispensa e il freezer e decido di fare un bel pollo arrosto con le patate. Nessun uomo che si rispetti puo' chiamarsi tale se non ama l'arrosto. Prendo anche il necessario per fare una torta di mele. Il pane é commestibile, ma c'é farina in abbondanza per farlo da me per i prossimi giorni.
Per le otto servo in tavola. È uscita fuori una cena che nemmeno al ristorante... "Wow Bella... Penso che ti assumeró a tempo indeterminato..."
Spolveriamo tutti e due tutto quello che ho preparato e dopo mi gioco il mio asso, mettendo in tavola la torta e del caffé fumante.
"Isabella tu saresti da sposare, giuro! Sono anni che non mangio una torta di mele cosí. Sicura che non mi hai mentito e sei una cuoca famosa in incognito?"
Sono lusingata... Non ho mai avuto particolare propensione a cucinare per James, ma in questo momento mi sento soddisfatta... Mi sento di avergli dato quslcosa di me avendolo nutrito. Forse devo aver sbattutto la testa oggi mentre mi tirava su. Mi sembra di essere mia madre... Se penso che ha passato anni a decantare le gioie di essere casalinga mentre io sbuffavo... Dev' essere tutta l' acqua che ho preso, mi si é inumidito il cervello. Poi mentre lo sento gemere addentando la terza fetta di torta mi accorgo che ho qualcos' altro di inumidito. Oh porca vacca! Giuro in vita mia non mi sono mai sentita piú in imbarazzo di cosí... Con James non mi era mai successo, alle volte nemmeno in intimitá...
"Senti io non ho voglia di leggere stasera, che dici, provo a vedere se la tv prende? Con questa pioggia dubito che l' antenna funzioni... O preferisci parlare un po'?" Parlare!? Cosa gli dico che sono un' adolescente un po' cresciuta con gli ormoni in subbuglio!?
"Vediamo se dicono qualcosa in tv sul tempo. A proposito, qualcuno sa che sei qui? Come facciamo a chiamare i soccorsi?"
Si mette a trafficare con la televisione. "Mi tengo in contatto radio col mio agente. Ci dobbiamo sentire domattina. Ovviamente qua non ho linea telefonica... Ci penserá lui ad avvisare le autoritá, ma ti avviso che se va come l' altra volta ci vorrá una settimana prima che vengano a liberare la strada. Un po' perché deve smettere di piovere per evitare il rischio di altre frane e un po' perché prima si occupano dei centri abitati. Se non siamo in pericolo di vita, e non lo siamo, diventiamo l'ultima prioritá. Faccio avvisare anche i tuoi familiari o il tuo fidanzato, ho giá pensato a tutto. Ecco, sembra che ci sia un po' di segnale"
Ci mettiamo ad ascoltare le notizie meteo che non presagiscono nulla di buono. Danno pioggia e gelate per i prossimi giorni e a partire da altitudini medie anche la neve. Cazzo! Penso alle parole di Edward e realizzo che siamo davvero isolati. Mi vengono i brividi... Ma in che cosa mi sono cacciata! Accidenti a me. Poi rifletto sul fatto che lui invece mi sembra fin troppo tranquillo. Mi sembra ancora piú strano se considero cosa fa nella vita. Cosa spinge un attore, che sará ricchissimo, a decidere di fare l' eremita invece di starsene in qualche villa o che so io? Edwrd Cullen é un mistero. Un bellissimo mistero, che purtroppo non fa che intrigarmi.
"Bella ti vedo scossa. Stai tranquilla, qui siamo al sicuro. Mi é giá successo. Vedila cosí, prendila come un' occasione per entrare in contatto con te stessa senza distrazioni. Io ho imparato ad apprezzare questo posto proprio per questo motivo." Faccio un segno di assenzo con la testa, ma sono tutt' altro che convinta. Torno in cucina dove pulisco e metto apposto. Noto che questo posto ha bisogno di una bella ventata di freschezza. Non che sia sporco, ma si vede che se ne prende cura un uomo, per cosí dire.
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Improvvisamente, verso le dieci e mezza va via la luce e caccio un urlo. Mi sento passare un braccio sulle spalle. Non siamo completamente al buio per via del camino, ma sono un fascio di nervi.
"Tranquilla... Se vuoi vado ad accendere il generatore..."
Mentre mi massaggia un braccio mi rilasso.
"Non importa...".
L'oscuritá mi favorisce uno sbadiglio e mi accorgo di essere stanca.
"Allora facciamo cosí, adesso basta lavorare, mettiti vicino al fuoco, io vado ad accendere il camino in camera cosí possiamo andare a dormire. Spero che non ti formalizzi... Ho una sola camera con un solo letto. Vorrei poter fare il gentiluomo e dirti che dormiró sul divano, ma dobbiamo razionare la legna e quesa stanza é troppo grande per scaldarla la notte. Le temperature scendono di molto e francamente non voglio morire congelato... Prometto di comportarmi bene, parola di scout!"
Non mi aspettavo di dover condividere il suo letto. Proprio no, ma il suo discorso non fa una piega, quindi fingo una sicurezza che non ho e faccio finta di essere una ragazza moderna. D' altra parte ho appena trascorso una settimana in una comunitá hippy, perché non dovrebbe credermi?
"Nessun problema davvero. Capisco perfettamente."
La stanza sul retro é piccola, contiene un letto a due piazze di dimensioni regolari, niente king size per la star di Hollywood. Quando entro é caldissima per via del caminetto.
"Il fuoco piano piano si spengerá stanotte, ma dovremmo rimanere abbastanza caldi considerato che siamo in due. Spero che tu non abbia bisogno del bagno la notte perché é un congelatore..."
Prendo la frase come un suggerimento e mi fermo in bagno prima di entrare in camera di nuovo e chiudere la porta alle mie spalle. Lo trovo che sta entrando sotto le coperte.
"Ti consiglio di toglierti lo strato di lana, ci sono abbastanza coperte per stare bene e domattina avrai uno strato per coprirti quando andremo di lá prima che si scaldi l' altra stanza, altrimenti rischi di gelare. Ecco, adesso mi giro dall' altra parte cosí puoi entrare sotto le coperte." Realizzo che ok, posso togliermi il maglione perché ho la t-shirt ma sotto i pantaloni non ho niente. Non esiste che dorma con lui senza mutande...
"Ehm... Non é che hai da prestarmi un paio di pantaloncini... Oppure, sí insomma... Un paio di mutande?"
Non riesco a guardarlo negli occhi perché mi vergongo come una ladra. Cioé sto parlando di mutande con uno sconosciuto! Vedo dallo sguardo che realizza il problema e lo vedo deglutire poi apre il cassetto del comodino e mi lancia un paio di slip da uomo. Non accenna a voltarsi ancora.
"Se vuoi adesso puoi voltarti..."