Tha Cabin - Copertina

Tha Cabin - Copertina

domenica 11 gennaio 2015

CAPITOLO UNICO 4/7

Scoppio a ridere e sono lieta che abbia sdrammatizzato con eleganza una situazione di per se' imbarazzante.
La mattinata si svolge piú o meno come ieri, mi concentro a pulire la camera e a riordinare i cassetti e l' armadio. Trovo addirittura un kit di pronto soccorso non scaduto e lo sistemo nel mobile del bagno. Edward sta lavorando all' impianto dell' acqua calda, forse stasera ce la faccio a farmi una doccia.
"Come mai una star del cinema si intende di idraulica?"
Lo canzono mentre é impegnatissimo con dei tubi.
"Quando ero piccolo mio nonno mi portava spesso quassú e mi spiegava come cavarmela in caso di emergeza. E poi il lavoro manuale mi aiuta a rilassarmi e a non pensare."
Chissá quali sono le cose da cui sta scappando... Non mi ha detto niente, ma avverto che ha qualcosa che gli pesa addosso come un macigno.
Faccio presto stamani a pulire e mi rimane piú tempo per cucinare. Mi cimento nel mio pezzo forte, le lasagne.
Presto un profumino invitante si sparge per la stanza e me lo vedo arrivare tutto sporco in cucina, sentendo chiaramente il brontolio del suo stomanco.
"Sai, penso che se continui cosí dovró iscrivermi in palestra e assumerti come cuoca personale."
E mi dimostra tutto il suo apprezzamento finendo almeno metá della teglia. Dopo riordino e mi metto sul divano a leggere mentre lui continua a prendere appunti sui copioni. Ho capito che questa é la sua routine e mi ci adeguo volentieri.
Fuori sembra aver smesso di piovere, ma il cielo é coperto. L' aria é strana e il cielo bianco, mentre la temperatura é decisamente piú rigida.
Senza accorgermene mi trovo addormentata e quando mi sveglio fuori e buio. Una calda coperta mi avvolge e sono sdraiata con un cuscino sotto la testa. Edward sta preparando l' acqua per il bagno, ma non é piú macchiato come prima e ha dei vestiti puliti.
"Ogni promessa é debito. Oggi tocca a me farti un massaggio."
Mi stropiccio gli occhi.
"Ma non serve davvero. L' ho fatto con piacere e poi non ho il torcicollo."
Senza interrompersi nello scaldare l'acqua, mi sorride e perdo un colpo.
"Ti sei spaccata la schiena e questo posto non era cosí in ordine da quando c' era mia nonna... Voglio sdebitarmi, ma siccome non so fare niente di particolare, a parte aggiustare bagni e recitare, voglio farti un massaggio. Puoi accontentare un povero e triste boscaiolo?"
Scoppio a ridere perché la sua espressione imbronciata é veramente impossibile da resistere. Immediatamente ripenso a quanto poco ho riso mentre ero con James e soprattutto dopo. Con Edward mi sento a mio agio anche se é molto piú grande di me. Mi sento sicura anche se la situazione lá fuori non promette bene, ma mi sento anche serena perché con il suo modo di fare rende il clima leggero.
Mi domando cosa succederá poi, se avremo occasione di vederci ancora. Mi rendo conto che questa situazione surreale non durerá in eterno e mi prende un inaspettato groppo alla gola al pensiero di lasciare questo rifugio...
Mi sento molto piú me stessa e libera rinchiusa in queste quattro mura di quanto non mi sia sentita in tutta la mia vita e la cosa mi fa paura.
Perché non puo' durare, perché non sará mai possibile che nasca qualcosa di piú di un' amicizia, perché lui é un attore famoso mentre io sono solo una ragazzina che ancora non sa bene cosa fare della sua vita.
I nostri mondi sono agli antipodi eppure qua, in questo posto sperduto fra gli alberi, siamo semplicemente due persone che magicamente stanno bene nella reciproca compagnia, nessuna differenza sociale o anagrafica, nessun coinvolgimento esterno.
Ho proprio paura che mi mancherà questo rifugio e, anche se mi costa ammetterlo, so che mi mancherá ancora di piú il suo proprietario.
"Ehi bell' addormentata! Ti pizzico sempre persa nei tuoi pensieri... Non conosco nessuna ragazza come te che parli cosí poco. Sei veramente un tipo particolare tu."
Mi alzo con riluttanza perché anche se l' idea del bagno e soprattutto delle mani di Edward addosso, mentre sono nuda e bagnata, parecchio bagnata, mi alletta considerevolmente, non so come fingere un' indifferenza che ormai sono sicura di non provare.
Ho paura di esplodere e ho paura che se ne accorga. Ho paura che pensi che sono solo una stupida ragazzina, magari una gran cuoca, ma che si fa stupide illusioni pensando che possa nascere qualcosa, quando in realtá sa benissimo che uno come lui le ragazze come me non le vede nemmeno.
Se si sente cosí a suo agio proponendomi una cosa del genere probabilmente é proprio perché non gli faccio nessun effetto.
Come due giorni fa mi lascia da sola mentre mi spoglio e mi infilo in acqua. Se il suo busto era quasi tutto fuori, io mi trovo invece con l' acqua quasi sotto al mento. Se mi deve fare un massaggio (perché si sia incaponito con questa storia lo sa solo lui) devo trovare il modo di sedermi piú diritta possibile e coprirmi bene con l' asciugamano messo sopra la tinozza, come ha fatto lui.
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Mentre rientra con dei vestiti puliti per me mi fa spaventare e l' asciugamano che mi sto sistemando addosso si bagna rovinosamente.
"Pronta per il trattamento Cullen special?"
Cerca di non guardare, ma lo vedo che, mentre si spalma le mani di olio (di olio?! Speriamo non sia quello della cucina...), non riesce ad astenersi dal buttare lo sguardo furtivamente sull' asciugamano che in parte é sul bordo della tinozza e in parte immerso in acqua a coprire, ma anche fasciare, le mie tette. Forse dovrei impedirgli di iniziare con qualche scusa, il buonsenso mi direbbe di farlo, ma ho troppa voglia di sentirmi addosso quelle mani grandi che adesso si stanno scaldando sfregando fra loro, lucide di olio.
Non ce l' ho questa forza.
Vorrá dire che moriró per autocombustione, ma non voglio vivere col rimorso di non averlo fatto... Voglio godermi tutto quello che passa il convento, per il resto avró tempo quando saró a casa, proprio come quando ho deciso di andare a trovare Alice, voglio lasciarmi andare e fare quello che mi va, dato che fare la brava ragazza non mi ha portato da nessuna parte.
Senza avvisarmi mi appoggia le mani alla base del collo. Sono davvero calde e a contatto con la pelle umida mi fanno venire i brividi.
Ce l' ho dietro, ma sono sicura che si é accorto dell' effetto che mi ha fatto e che adesso dall' alto sta guardando dove i miei capezzoli si intravedono eretti, attraverso la stoffa bagnate dell' asciugamano.
Inizia a massaggiarmi il collo e, a dispetto della dimensione delle sue mani, scopro che sono morbide e delicate. Se avessi una contrattura questo tipo di massaggio non servirebbe a molto perché molto simile ad una carezza. Con le dita inizia a lavorare la linea della mia colonna vertebrale e io piego la testa in avanti per dargli migliore accesso.
Lo sento spostare con le dita alcune piccole ciocche di capelli, sfuggite allo chignon che ho improvvisato per non bagnarmeli, che sono diventate umide a causa del vapore che esce dalla tinozza. Gli unici suoni che percepisco, mentre mi rilasso ad occhi chiusi, sono lo scoppiettare del fuoco nel camino e il rumore dei nostri respiri.
Lui non parla, probabilente concentrato su quello che sta facendo.
Piano piano inizia a scendere con le mani sulle mie spalle, intensificando leggermente la pressione dei palmi e delle dita. Rialzo la testa rimanendo ad occhi chiusi mentre lui continua a far scivolare quelle bellissime mani sul mio corpo. Ringrazio il cielo di essere in acqua perché altrimenti avrei bagnato i vestiti.
Lui non lo sa, ma mentre mi tocca le spalle e la parte alta della schiena e delle braccia, sto immaginando il suo tocco in tutt' altre zone e anzi sto pregando perché quelle lunghe dita meravigliose decidano per conto loro di esplorare tutto quello che rimane coperto dall' asciugamano bagnato.
Il mio seno in questo momento é ipersensibile e i capezzoli sono turgidi a contatto con la stoffa ruvida e resa pesante dall' acqua.
Ho bisogno di alleviare la tensione che si sta accumulando fra le mie gambe e che sento vibrare fra le mie pareti interne. Sta diventando quasi insostenibile.
Se fossi certa di non essere vista, inizierei a toccarmi per trovare un po' di sollievo, ma rimango ferma, immobile.
Poi, ad un certo punto, realizzo che le sue dita stanno arrivando sempre piú in giú. I suoi palmi non sono piú dietro le mie spalle ma sopra, di consequenza le dita si trovano vicinissime al limite di pelle scoperta, andando pericolosamente vicino al bordo dell' asciugamano.
Questo sarebbe il momento di fermarlo, di fargli capire che non puó andare oltre, ma ho cosí tanta voglia che invece si faccia piú audace che non accenno a nessun tipo di protesta.
Forse incoraggiato dal mio silenzio o forse perché, anche se sono solo io e non qualche bellisima attrice, l' occasione fa l' uomo ladro, i suoi polpastrelli entrano in contatto con il bordo dell' asciugamano e iniziano a spingerlo un po' piú in basso, lentamente, impercettibilmente, fino a quando le sue dita sono nella parte alta del mio seno, vicino alle ascelle, ma anche in mezzo, nell' incavo.
Non riesco a credere che stia succedendo davvero, che abbia trovato la voglia di spingersi un po' oltre, avvicinandosi pericolosamente al punto in cui sarebbe difficile negare che lo stia facendo apposta.
Sono tesa come una corda di violino quando interrompe il filo dei miei pensieri schiarendosi la voce.
"Ehi... L' acqua si sta raffreddando... Penso che dovresti uscire prima che sia troppo tardi..."
Si asciuga le mani ad uno straccio e torna verso di me con una coperta per farmi da paravento contro il freddo, come l' altra volta.
Siamo sempre noi e la stanza é la stessa, ma é come se l' atmosfera fosse completamente diversa.
Siamo in silenzio tutti e due e stavolta non accenna nemmeno al fatto di doversi girare, anzi, quando mi alzo dandogli le spalle, sono pienamente consapevole di avere i suoi occhi addosso, mentre probabilmente sta scandagliando ogni centimetro della mia pelle esposta.
Prendo velocemente l' asciugamano e mi copro, non provo imbarazzo, mai come ora in vita mia sono stata consapevole del mio corpo e mi sono sentita cosí donna.
James non mi ha mai guardato cosí o almeno il suo sguardo non mi ha mai provocato niente di lontanamente simile al turbine di emozioni che sto provando adesso.
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Mi vesto rapidamente mentre lui sparisce dalla stanza e noto che mi ha portato una maglia in piú. La temperatura é decisamente piú bassa dei giorni scorsi e affacciandomi alla finestra mi accorgo che sta nevicando pesantemente.
Dalla quantitá di neve realizzo che probabilmente ha iniziato a nevicare mentre dormivo.
Dopo cena faccio per iniziare a pulire per muovermi un po', dato che lontano dal camino é decisamente freddo. 
"Lascia stare, stasera faccio io, stai tremando. Vai a metterti sul divano sotto la coperta. Appena finisco vado ad accendere il camino in camera."
Mentre mi parla, mi sposta delicatamente dal lavandino posando tutte e due le mani sui miei fianchi poi mi accompagna sul divano, posando un braccio sulle mie spalle.
Aspetta che mi sieda e mi copre facendomi una carezza sulla guancia con il dorso della mano.
Sono due giorni che sono qui, ma non mi aveva mai toccato cosí, almeno non intenzionalmente... C'é un che di tenero dei suoi gesti, nella carezza, nel cingermi la vita di poco fa, che é evidentemente voluto e mi sembra di avere un groppo allo stomaco.
Sono sempre piú convinta che sará durissima staccarsi da tutto questo, da questo rifugio, da Edward, ma soprattutto dalle sensazioni che mi provoca e che mi fanno sentire viva come mai prima d' ora.
"Bella, di lá in camera il fuoco é acceso e c'é caldo, ma ho messo anche una coperta in piú per sicurezza. Sarebbe meglio andare a letto dato che rischia di fare ancora piú freddo e questa stanza é troppo grande per scaldarsi a dovere." "Ok."
Mi alzo ed entro in camera ed effettivamente la stanza é piú calda. "Sono previste gelate stanotte, la temperatura andrà molto sotto lo zero. Non dovremo avere comunque problemi qui, stai tranquilla."
E lo sono. Come mai prima d' ora. Mi spoglio dei maglioni e rimamgo come al solito con la maglietta e le mutande mentre lui fa lo stesso, senza curarsi nessuno dei due di voltarsi per dare all' altro un po' di privacy.
Mi metto sotto le coperte e lui mi segue subito dopo. Io rabbrividisco perché le lenzuola stasera sono fredde.
"Ehi... Dato che comunque mi sa tanto che ci avvicineremo piú tardi, che ne dici se provo a scaldarti un po', almeno fino a che non ti sei temperata?"
Cosí dicendo, si mette su un fianco e allarga le braccia per farmi spazio. Io non me lo faccio ripetere e mi rifugio nel suo abbraccio, godendomi il calore del suo corpo.
Lui ha il mento appoggiato sui miei capelli e sento il suo respiro solleticarmi.
"Lo vuoi sapere perché sono in esilio quassú in pieno inverno?"
A dire il vero immaginavo ci fosse qualcosa...
"Se ti fa piacere, ti ascolto, ma non sentirti obbligato perché ti ho praticamente raccontato tutta la mia vita..."
"Ti é capitato di leggere i giornali prima di partire per il parco naturale settimana scorsa?"
"No... In effetti sono stata un po' fuori dal mondo ultimamente, fra gli esami e il resto..."
"Si insomma, circa un mese fa la mia fidanzata é stata fotografata in ateggiamenti compromettenti con il regista dell' ultimo film che ha girato."
Mi sento in imbarazzo perché ignoro chi sia questa lei...
"E chi sarebbe lei? É un' attrice?"
Lui sorride e continua.
"Lo sai che cosa mi piace di te? É che sei completamente estranea a tutto quello che conosco e sí é un' attrice. Si chiama Tanya Denali."
Spalanco la bocca perché é famossissima e bravissima ed é la donna piú bella che abbia mai visto...
"Stavamo insieme da diversi anni e... Sí insomma, stavo per chiederle di sposarmi. É stato un brutto colpo. Sono entrato in crisi, ma non perché abbia sofferto piú di tanto, al contrario. Perché mi sono sentito sollevato. Perché mi sono reso conto che era tutta una farsa, una cosa di convenienza. Improvvisamente mi sono sentito nauseato da tutto quel mondo di cui sono stato felice di far parte. Ho iniziato a mettere in discussione il fatto stesso di voler continuare a recitare. E allora due settimane fa sono partito. Un po' per evitare i goffi tentativi di Tania di farsi perdonare, un po' perché ho bisogno di trovare il mio centro, proprio come te. É buffo vero?"
"Che cosa esattamente?"
"Che io e te, cosí diversi, ci ritroviamo qua per vie traverse per lo stesso motivo. Mi sento piú in sintonia con te anche se ti conosco da appena due giorni che con tutta la gente che frequento abitualmente. Eppure... Eppure sei cosí giovane, ma hai molta piú maturitá tu di tutti quelli che pretendono di indirizzarti in una vita che non senti tua. Sei cosí fresca e genuina..."
"Edward io non credo che dovresti lasciar perdere la tua carriera per la falsitá delle persone che ti sono intorno. Voglio dire, tu sei un attore molto bravo ed é la tua passione, come tua madre, lo hai detto tu. Ma sei anche altro, non c'é bisogno di rinunciare ad una parte di te. Potresti fare la vita che preferisci pur mantenendo la tua professione... Dipende da te, fare quello che ti rende felice, cosí come dipende da me lavorare per la mia felicitá, anche andando contro le aspettative dei miei genitori, se necessario, e frequentare le persone che preferisco. In fondo James mi ha fatto un piacere tradendomi, perché altrimenti adesso starei continuando la mia vita di prima e chissá cosa sarebbe successo quando mi  fossi accorta in futuro che non era quello che volevo..."
Non risponde, ma prende ad accarezzarmi i capelli fino a quando non mi trovo addormentata.
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Mi sveglio di soprassalto nella notte con una sensazione di gelo addosso. Sono sola nel letto e il fuoco é spento.
Mi accomodo meglio sotto le coperte ma ho freddo lo stesso.
"Edward!"
Sento dei passi che provengono dal bagno e poi la porta di camera si apre lasciando entrare dell' aria fredda.
Istintivamente mi alzo.
"Ehi che fa mettiti sotto"
"Mi sono svegliata e non c'eri..."
"Scusami... Sai dovevo andare in bagno e ho pensato che non valesse la pena svegliarti e poi... Si insomma son cose personali!"
Mi fa la linguaccia e capisco che é tornato l'Edward che ho imparato a conoscere. "Riaccendo il fuoco se vuoi?"
"No, penso che se torni tu non ci siano problemi, sei una stufa..."
Invece probabilmente perché é stato fuori dal letto lo sento ghiacciato quando entra sotto le coperte e inizio a battere i denti. "Stai morendo di freddo... É colpa mia mi dispiace"
Per tutta risposta ritorno a posizionarmi fra le sue braccia su di un fianco perché sono sicira che nel giro di due minuti sará di nuovo bollente.
Per aiutarmi a scaldarmi inizia a massaggiarmi con una mano il braccio e con l'altra la schiena.
Ben presto smetto di tremare, ma lui continua ad accarezzarmi, i movimenti sempre piú lenti.
Alzo la testa e lo guardo negli occhi perché non capisco... O meglio non voglio fraintendere, non mi sembra possibile.
La sua mano dal braccio scende lentamente ad accarezzarmi il fiaco, sono scoperta perché la maglietta si é spostata mentre lui mi massaggiava la schiena, adesso la sua mano dietro di me é ferma e sento che mi sta tenendo vicina al suo corpo.
L'altra continua il suo percorso lungo l' esterno della mia gamba per poi risalire.
I suoi occhi non staccano un attimo il contatto visivo e io inizio di nuovo a tremare impercettibilmente, stavolta non per il freddo.
Si ferma quando si trova di nuovo sul mio fianco, il tocco non é leggero. Sento le sue dita afferrare la mia carne, mi sta stringendo a se' nuovamente.
Siamo faccia a faccia e i nostri corpi sono separati solo dal sottile strato di cotone delle magliette. Il cuore mi batte cosí forte in petto che temo possa sentirlo anche lui.
"Voglio continuare ad accarezzarti Bella... Come ho fatto oggi, piú di quanto non abbia fatto oggi..."
Non rispondo ma non lo fermo, non voglio fermarlo, voglio sentire le sue mani ovunque.
Non so dove mi porterá tutto questo, so che non ho mai desiderato tanto qualcosa in vita mia. Alza il bordo della maglietta e inizia a farmi sentire il calore del palmo sulla vita, é lenta la sua salita, fino a quando le sue dita sfiorano la pelle sotto il seno.
"Posso accarezzarti ancora Bella? Dappertutto, voglio toccare ogni centimetro del tuo corpo meraviglioso."

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