Tha Cabin - Copertina

Tha Cabin - Copertina

domenica 11 gennaio 2015

CAPITOLO UNICO 3/7

Tolgo subito i pantaloni e mi metto il suo slip che ovviamente mi va grande, ma me lo faccio andare a genio, tengo le calze di lana e sfilo il maglione rimanendo impigliata con i capelli. Quando riemergo, lo sorprendo a fissarmi, anzi a fissare in direzione del mio busto. Guardo anche io per capire cosa sta osservando con tanto interesse e realizzo che la maglietta, che mi va grande di spalle e lunga, in realtá mi fascia il seno e a causa del freddo i miei capezzoli sono talmente in fuori che sembrano bucare il tessuto. Tossisce e si volta di nuovo.
"Scusa... Pensavo... Io ecco, non volevo sbirciare."
Non gli rispondo perché sono al limite dell' imbarazzo... Dovrei essere indignata e invece, porco cane, mi sa che la luce che gli ho visto negli occhi mi ha lusingata molto piú del lecito. Forse ha ragione a dire che l' isolamento ti mette in contatto con lati del tuo carattere che non conosci. Io di sicuro non pensavo di poter mai reagire cosí al solo sguardo di un uomo.
Mi metto sotto le coperte, ci sono le lenzuola di flanella e non sono freddissime. Ci saranno almeno 3 coperte di lana spessa e il peso addosso che mi schiaccia sul materasso mi dá una piacevole sensazione di essere come in una culla. Non ho molto spazio, anche se lui sta dalla sua parte é cosí grande che occupa piú della metá del letto. Ha il garbo di non entrare in contatto nemmeno per sbaglio e io da parte mia cerco di rimanere nella stessa posizione. Dopo un po' mi rendo conto che il sonno mi é passato, ma cerco di rimanere calma per non disturbarlo.
"Ehi che c'é non riesci a dormire? Stai scomoda?"
"No é che é tutto cosí strano... Non mi sarei mai immaginata un' avventura simile quando sono parita una settimana fa. Cercavo un motivo per staccare, per dimenticarmi dei miei problemi..."
"Bisogna sempre stare attenti a quello che si chiede..."
Sospira e si mette su un fianco girandosi verso di me.
"Sentiamo quali sono i problemi di una bella ragazza, aspirante giornalista, che la spingono a salire fino al monte Reinier in pieno inverno?"
Giro la testa nella sua direzione e lo spettacolo mi toglie il fiato. Sta sorridendo, l' atteggiamento di chi si mette in ascolto. La luce della luna, che filtra dagli alberi attraverso la finestra, fa cose spettacolari al colore dei suoi capelli. Al buio i suoi occhi sembrano ancora piú grandi e le sue labbra sembrano morbide e carnose e bellissime quando sorride...
"Se non vuoi rispondere non preoccuparti."
Realizzo di aver perso diversi secondi in contemplazione e per non essere colta in fallo cerco di rimediare.
"No, é che é una storia abbastanza banale..."
"Sono tutto orecchie, nemmeno io ho poi cosí sonno..."
E cosí gli racconto di James, della scuola, dei miei genitori e delle loro aspettative. In pratica racconto la mia vita ad un perfetto sconosciuto e la cosa bella é che non sembra annoiato, anzi interviene, consiglia, commenta, fa considerazioni come se fosse una cosa che lo interessa davvero. Piano piano il fuoco si spenge e tutti e due abbiamo le palpebre pesanti. Fuori deve essere un freddo polare ma qua dentro, in questa stanza, sotto queste coperte, si sta divinamente e mi trovo addormentata, senza rendermi conto se stavo ancora parlando o no.
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La luce del sole che filtra dalla finestra mi sveglia il mattino dopo. Cavolo, ieri sera le coperte non mi sembravano cosí pesanti! Come un flash mi ricordo dove sono, tutta la giornata di ieri e mi prende il panico. Mi muoverei ma realizzo che il peso che sento é la testa di Edward. In pratica é accucciato con la testa nell' incavo della mia spalla e gli sto cingendo il collo con un braccio. Ha la faccia sul mio seno e il resto del corpo rannicchiato in posizione fetale perché io sono sul cuscino e lui per ovvi motivi piú in basso, altrimenti avrebbe dovuto mettere le gambe di fuori. Dorme beato, nemmeno russa, ma non accenna a muoversi. Io inizio ad andare in iperventilazione poi ad un certo punto biascica qualcosa nel sonno e smuove le braccia. L' unica cosa che so é che adesso la sua mano enorme mi sta stringendo il seno e sto per andare in ebollizione. Mi muovo per vedere se si sveglia, se non si toglie di lí non rispondo di me. Non voglio che pensi che mi sono accorta e che non abbia fatto nulla per risolvere la situazione.
"Edward... Edward... Ho bisogno di andare in bagno... Edward... Per favore..."
Mi palpa ancora un po' sempre biascicando qualche parola poi apre gli occhi. Davanti al suo naso di nuovo i miei capezzoli all'erta per via delle attenzioni ricevute dalla sua mano e per colpa, per cosí dire, della situazione generale... Con uno scatto si alza scoprendo tutti e due e peggiornado la situazione. La maglietta é tutta spiegazzata, i suoi slip bassi sui miei fianchi. Con un gesto automatico recupero il lenzuolo e mi copro, mentre un imbarazzatissimo Edward, stavolta anche lui di un bel rosso vermiglio e con la faccia ancora assonnata, si affretta ad afferrare i pantaloni sulla sedia a fianco al letto, per coprire un piú che evidente e rispettabile alzabandiera mattutino, che non riesco a fare a meno di guardare. "Scusami io... Devo essermi mosso nel sonno, mi dispiace ti giuro che non l'ho fatto di proposito... Vado ad accendere il camino di lá tu rimani qua a vestirti mentre la stanza si stempera."
E in un lampo é fuori dalla porta con maglia e pantaloni sotto al braccio. Io mi lascio cadere all' indietro sui cuscini e mi copro gli occhi con un braccio. Mi tocco le guance con le mani fredde per cercare di portare un po' di sollievo, perché mi sembra stiano prendendo fuoco. Non c'é che dire, ottimo risveglio, lui mi palpa il seno e io non riesco a non fissare la sua erezione. Si prospetta una convivenza tutt' altro che semplice...
Mi vesto alla svelta perché fuori dalle coperte fa freddo e vado di lá. Il fuoco é giá acceso e Edward é in bagno. Sento scrosciare l' acqua, spero non si stia facendo una doccia fredda per colpa mia. Mi metto a preparare la colazione e quando arriva con i capelli bagnati capisco che avevo ragione.
"Hai sistemato il bagno? Farebbe piacere anche a me una bella doccia..."
Lo so che lo sto stuzzicando di proposito, ma non posso resistere.
"Bella mi dispiace per prima. Giuro non ero coscente."
E mentre si ingozza con i pancake lo tranquillizzo.
"Non preoccuparti, lo capisco... Se non altro abbiamo dormito al caldo. Ma per la  doccia come possiamo fare?"
Beve il suo caffé.
"Come ti avevo detto, sono qua anche per sistemare il bagno. Prima non esisteva proprio, l' ho costruito io. Se smette di piovere faccio l' allacciamento con l' acqua calda e poi ti puoi fare la doccia. Peró se vuoi ti posso preparare la tinozza come ieri."
Rabbrividisco al solo pensiero di spogliarmi di nuovo come ieri davanti a lui dopo l' incidente di stamani mattina.
"Credo che aspetteró, comunque grazie."
************************************* Non sapendo come rendermi utile, passo la mattina a pulire la cucina e il salotto. Mi faccio prendere dalla frenesia e spolvero tutto, anche dentro ai mobili... Gratto via le incrostazioni e lavo i pavimenti. Al momento opportuno, senza dire nulla, preparo il pranzo. Mentre mi do da fare, vedo Edward entrare e uscire dal bagno con vari attrezzi, guardandomi fra il sorpreso e il perplesso, senza commentare. Quando si siede a tavola lo vedo piùttosto provato.
"Allora, hai fatto progressi col bagno?" Mentre mangia come non ci fosse un domani prende una pausa.
"Si, mi sono messo avanti con le piastrelle e ho montato il mobile del lavandino con lo specchio. Non sará un grand' hotel, ma sono soddisfatto."
Si serve il secondo piatto di pasta, ma non accenna alla doccia.
"Dimmelo quando hai finito, cosí pulisco. Questo pomeriggio ho pensato di sistemare la camera..."
Si pulisce la bocca col tovagliolo e si lecca le labbra. Quando realizzo che vorrei leccargliele io capisco di avere un grosso problema.
Non sono abituata ad avere questi picchi ormonali. Ah cazzo la pillola!
"Ehi non importa che ti dia tanto daffare, sei mia ospite, non una governante... Dopo mi voglio rilassare, mettiti sul divano con me, parliamo un po'".
Ci rifletto e siccome sono indolenzita dal fervore faccendiero di stamani, concordo con il riposo pomeridiano. Almeno finché non avró finito la riserva di libri, posso tenermi impegnata.
Mi alzo e vado a prendere le compresse in borsa. Per fortuna ho iniziato la confezione due giorni fa da Alice. Quando James mi ha lasciato non ho smesso di prendere la pillola, non so bene perché. Mia madre nemmeno lo sa che ho iniziato a prenderla, anzi per la veritá nemmeno sapeva che io e James praticamente abbiamo convissuto per sei mesi... Sí tutto sommato ho avuto la mia dose di ribellione e tragressione anche io, ancora prima di fumare erba settimana scorsa. Sorrido soddisfatta.
Intanto fuori non ha accennato a smettere di piovere, a peggiorare la situazione mi sembra che faccia perfino piú freddo. Alla radio siamo riusciti a parlare con l' agente di Edward e a questo punto i miei genitori saranno al corrente di tutto. Non voglio immaginare quante spiegazioni dovró dare quando torneró, ma per ora sono qua.
Inizio a capire cosa intendeva Edward quando mi ha detto che viene qua per staccare. Siamo isolati e una volta superato lo sconforto iniziale, mi sono resa conto che é bello non dover rendere conto a nessuno. La vita é semplice e c'é un sacco di tempo per pensare, fuori é impossibile uscire e si deve trovare qualcosa da fare in casa.
Oddio, io saprei cosa avrei voglia di fare, ma una ragazza per bene non le pensa queste cose, quindi metto a tacere la mia libidine e mi limito a leggere tutto il pomeriggio, guardando Edward di sottecchi quando non se ne accorge. "Bella, prima di cena vorrei lavarmi perché sono pieno di polvere per i lavori che ho fatto in bagno, hai problemi se lo faccio qua davanti al fuoco? In bagno ho fatto la doccia stamani ed é un' esperienza che preferisco evitare di ripetere..."
Ovvio che no, diamine, é a casa sua, puó lavarsi dove vuole. Solo ho bisogno di cambiare stanza perchè non posso pensare di essere nello stesso posto mentre lui è nudo. Dio, per la veritá pagherei la retta di un anno di college per vedere com'é fatto, ma non posso mica raccontarglielo!
"Ok non c'é problema. Do una pulita alla camera mentre ti lavi. Intanto che dici posso giá prepararti l'acqua?"
"Ma no, posso fare da solo. Mi stai viziando, lo sai Bella? Non sono abituato a essere trattato cosí. Mia madre con tre figli maschi ha fatto in modo che fossimo indipendenti e vivendo da solo, sai com'è? Grazie anche per il cibo, é favoloso. Se non ci fossi tu andrei avanti a carne in scatola..."
Sorrido al suo complimento. James non mi ha mai ringraziato per cose che per lui erano scontate. Se ripenso a tutto quello che ho fatto per lui e tutte le camicie che gli ho stirato, mi viene rabbia. Quanta fatica sprecata... In effetti si prepara tutto da solo, io mi limito a mettere l' acqua a scaldare.
Si accorge tardi di aver messo la tinozza troppo lontana dal camino e mentre tenta di spostarla fa un movimento sbagliato e lo sento imprecare.
"Cazzo, mi sono preso una storta al collo" Si massaggia il collo e la spalla.
"Sará una contrattura. Se hai un po' di crema e se vuoi provo a sbloccarti."
Ride nonostante la smorfia di dolore ed é bellissimo.
"Quante cose sai fare tu? Le hai imparate a letteratura o devo ringraziare qualcuno in particolare?"
"No, vedi é che il mio ex spesso soffriva di mal di schiena per tutte le ore che stava piegato al tavolo del suo ufficio e ho imparato a fare dei massaggi di emergenza."
"Secondo me il tuo ex era il re dei coglioni ad essersi fatto scappare una ragazza cosí in gamba! Comunque grazie, se non ti dispiace... Ma non ho la crema."
"Fa niente, useremo il sapone. Tu intanto lavati che io vado di lá."
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Mi chiudo in camera a concentrarmi. Cazzo sto per fargli un massaggio. Un massaggio al collo e alle spalle. Spalle nude, larghe forti, mmm...
Bella datti una calmata é solo un massaggio. Quando mi chiama é seduto nella tinozza con un asciugamano che copre tutto il secchio. Solo il busto é fuori. Cazzo. É praticamente una statua di marmo, non c'é nulla che sguaglia lá.
Da dietro posso vedere tutti i muscoli tonici del collo, delle spalle... Le braccia muscolose e definite, coperte da una peluria dello stesso colore dei capelli. Chissá com'é davanti...
Non ho il coraggio di gurardare e mi concentro sulla mia missione. Mi metto un po' di sapone sulle mani bagnate e inizio a massaggiare la pelle calda e setosa del collo, individuando rapidamente il muscolo interessato.
Ogni tanto lo sento gemere, non so dire se di dolore o per il piacere provocatogli dal massaggio.
Mi dedico un po' anche alle spalle e alla parte alta della schiena perché so che il torcicollo interessa sempre anche un po' quella zona.
Quando tutti i muscoli contratti sono tornati morbidi, torno a passare le mani sul collo, cosí, giusto per rilassarlo un po'. Lui si lascia completamente andare al mio tocco. I riflessi del fuoco sulla sua pelle umida e lucida mentre continuo a massaggiarlo, aggiungendo ogni tanto acqua e sapone, sono la cosa piú erotica che abbia mai visto in vita mia.
Eppure non sto facendo niente di particolare e non sto toccando niente di peccaminoso...
Sono cosí presa da quest' uomo che dopo poco piú di ventiquattr'ore che lo conosco sarei disposta a fare per lui le cose piú sconce. Non so proprio dove sia finita la Bella che conosco, che a detta di James era un po' freddina a letto. Comincio a pensare che forse semplicemente non provavo per il mio ex nemmeno un briciolo dell' attrazione che sento per Edward. "Ecco, direi che ci siamo. Come ti senti?" Tossisce e quando parla ha la voce leggermente roca, il che mi fa vibrare immediatamente le zone basse.
"Sei una fata Bella, hai le mani d' oro. Domani facciamo il bis, stavolta offro io." Sgrano gli occhi e lui si mette a ridere. Non posso nemeno pensare ad un' eventualitá del genere: io nuda, le sue mani su di me... No, potrei morire di autocombustione.
Mentre svuotiamo piano piano l' acqua un po' alla volta, finché la tinozza pesa il giusto, nessuno dei due parla, ma é un silenzio piacevole, stiamo semplicemente lavorando in squadra. Credo che lo stare in silenzio senza imbarazzo sia una delle cose che le coppie parecchio in sintonia raggiungono dopo un po' di tempo. Sembra che fra di noi, invece, questo sia naturale.
Forse sará perché la situazione specifica in cui ci troviamo ha accelerato la confidenza fra noi due. Sta di fatto che mi sento bene, mi sento utile a qualcosa. Mi metto a preparare la cena e stasera faccio il bollito di carne e verdure, dato che si gela e serve qualcosa per scaldarsi. C'é ancora piú di mezza torta e non faccio altro. Domani credo che dovró fare il pane perché, se lui mangia a questi ritmi, quello che c'é basterá appena stasera.
Dopo cena mi fa i complimenti ancora una volta. C'é chi paga uno strizza cervelli per recuperare l' autostima, io invece sto facendo il pieno gratis, grazie ad un attore di Holliwood, che il caso vuole essere anche un uomo gentile e generoso. Sono una persona molto fortunata.
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Ripetiamo la routine serale senza troppi intoppi. Anche stavolta sembra che nessuno dei due abbia voglia di dormire, ma stasera é lui che mi parla di se', della sua famiglia. Scopro che é il secondo di tre fratelli maschi. Emmet é un Tenente dei marines di trentaquattro anni ed é sposato con Rose, la sua ragazza dei tempi del liceo, hanno tre figli.
Lui é il secondo ed ha trentun' anni. Lui non ha fatto il militare perché quando hanno tirato a sorte il suo anno di nascita per la coscrizione stava girando un film e ha ottenuto un rinvio, poi dopo non l' hanno piú chiamato e compiuti ventisette anni ormai é fuori pericolo.
"Non capisco questa stronzata della leva obbligatoria. Mio fratello dopo il militare ha deciso di rimanere nell' esercito a servire la patria ed é stato anche sedici mesi in Vietnam. Ci scontriamo spesso perché io la penso diversamente da lui. Menomale che Nixon prima di essere rieletto ha promesso di porre fine alla partecipazione al conflitto e di togliere l'obbligo di coscrizione. Io peró non l' ho votato lo stesso..."
Lo ascolto mentre parla di politica. É affascinante come sia informato e come l' argomento gli interessi. Stupidamente non avrei mai pensato che un divo di Hollywood avesse cosí tanti interessi... Insomma, voglio dire, ha costruito un bagno da solo! Vive come un eremita per fuggire allo stress! Mentre mi bevo le sue parole rifletto che, fatto da lui, mi sembrerebbe lodevole anche un uovo al tegamino.
"E il piú piccolo é Jasper, ha ventisette anni e fa l' avvocato con papá. Dei tre sono l' unico che, secondo mio padre, non fa un lavoro onesto. Ma sono laureato in economia. Ho dovuto accettare di finire gli studi per ottenere il permesso di seguire la carriera artistica. Mia madre invece mi ha sempre appoggiato. Da giovane era un' attrice di teatro. Ho ereditato da lei il gene, a quanto pare!" Come la notte precedente, ci addormentiamo parlando.
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La mattina dopo mi sveglio di nuovo per prima. Sto cosí bene che non voglio aprire gli occhi e mi grogiolo ancora un po' fra le sue braccia.
Aspetta un momento!
Spalanco gli occhi e sono davvero fra le sue braccia!
Stavolta sono io che lo uso da cuscino, peró siamo uno di fronte all' altra su un fianco, la sua mano posata sul mio sedere e l' altro braccio che mi stringe. Mentre respiro il profumo della sua pelle, mescolato all' odore del sapone, mi sento quasi stordita. Stamani non voglio davvero che si stacchi da me, voglio godermi la sensazione di stare fra le sue braccia ancora un po'. Ha lo sguardo sereno mentre dorme, una leggera ombreggiatura rossiccia gli ricopre la mandibola. É sexy da morire con quelle labbra rosse e carnose. Deglutisco per resistere alla tentazione di assaggiarle, ma una mano scappa al mio controllo e inizia a disegnare i contorni del suo viso con un tocco leggerissimo. Ad un tratto apre gli occhi cogliendomi in fallo.
"Ehi tu, buongiorno!"
Ma stavolta non scappa, si limita a spostare la mano dal mio sedere, con mio sommo dispiacere.
"Pare che non sia possibile dormire a distanza noi due, deve aver fatto un freddo cane anche stanotte!"
Il tono é scanzonato e non posso fare a meno di ridere. Mi sposta i capelli che ho in faccia e trovo il gesto molto tenero.
"Pare che oggi tocchi a me farti le mie scuse... Non so come sono finita ad usarti come cuscino"
"Per lei signorina Swan questo ed altro! E comunque confermo, la mia mano ha agito di sua volontá, anzi si scusa profondamente per la posizione inappropriata durante il sonno!"

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